Simeone, il più grande flop della Serie A

Il Cholito al palo, non segna e manda in crisi la viola

La Serie A in sosta per le Nazionali offre il fianco ad analisti di quelle che sono state le piccole sentenze emesse nelle prime dodici giornate. Fra queste, senza dubbio, vi è il rendimento piuttosto scarso di alcuni dei protagonisti più attesi di quest’anno, in virtù delle prestazioni offerte nelle ultime stagioni. Sono in particolare i giocatori offensivi a deludere le attese, i numeri nove soprattutto.

LA SCARSA VENA REALIZZATIVA DEL CHOLITO

Tra i giocatori che rispetto alle passate annate ha offerto un rendimento piuttosto scarno è Simeone, centravanti della Fiorentina. Un caso piuttosto anomalo, visto che nonostante la scarsa vena realizzativa del Cholito la viola è comunque in posizioni interessanti di classifica, a ridosso dell’Europa League. I rimpianti giungono proprio da questo, dalle prospettive e ambizioni che la Fiorentina avrebbe potuto vantare nel caso in cui l’argentino si fosse mostrato più prolifico sotto porta.

Invece no, appena 2 reti in 12 partite, per un centravanti che gli ultimi due anni aveva abbondantemente superato la doppia cifra, chiudendo la stagione scorsa col fantastico ricordo della tripletta al Napoli. Oggi Simeone è un caso, destinato alla panchina per giusto “merito”, se solo avesse un vice degno di nota alle sue spalle. Pioli e i suoi ragazzi hanno fino ad ora sofferto della sua mancanza in zona gol, diversi sono i punti che il Simeone degli ultimi due anni avrebbe potuto portare alla propria squadra. Un’involuzione apparentemente immotivata: un tecnico e una squadra che punta su di lui, una tifoseria che lo appoggia e la crescita costante di un’età in cui si hanno ancora ampi margini di miglioramento.

MILINKOVIC SAVIC E LUIS ALBERTO

Non è solamente lui a tradire le attese, ovviamente. C’è una coppia terribile della Lazio che sta facendo disperare allenatore, tifosi e fantallenatori: quella composta da Milinkovic Savic e Luis Alberto. Entrambi reduci da una stagione strepitosa, con un’estate passata fra sirene altisonanti e cifre folli rifiutate da Lotito, non hanno sino ad ora nemmeno lontanamente saputo replicare i fasti della stagione scorsa, quando avevano portato la Lazio ad un passo dalla qualificazione in Champions League.

BELOTTI, PERISIC E DZEKO

Un solo gol a testa, scarso e incostante rendimento, qualche panchina per motivi tecnici consegnata soprattutto allo spagnolo, anche vittima della conseguente esplosione nel medesimo ruolo di Correa prima e Caicedo poi. Belotti è un altro dei pezzi da 90 ormai incapace di sostenere le aspettative, già dallo scorso anno: qualche infortunio qua e là, rientri mai semplici ed una vena realizzativa che mai si è ripetuta ai livelli monstre di due stagioni fa. La doppietta di Genova, due giornate fa, potrebbe essere la miccia che ci riconsegna quel fantastico ariete che avevamo ammirato solo due anni fa.

Simeone guida dunque la fila di tanti scontenti, tra cui annoverare nomi altisonanti come Perisic, Dybala e lo stesso Dzeko: quello del bosniaco è un caso atipico, solo 2 gol in Serie A e 5 in Champions League, a testimoniare il suo consueto andamento alterno.

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