SIENA – Il Movimento Civico Senese pone alcune domande su MPS

E’ di qualche giorno la notizia delle sanzioni per oltre 5 milioni di euro agli ex vertici di Mps, disposte dalla Banca d’Italia in relazione alle gravi violazioni nella gestione della banca senese.
In particolare le sanzioni sono state comminate a seguito degli accertamenti ispettivi e per la violazione del controllo dei rischi e le carenze degli organismi di controllo e si tratta di importi particolarmente elevati, anche tripli rispetto alle normali sanzioni, a causa della gravità delle fattispecie.

Si dà il caso che il CDA della Banca, oltre che da Mussari che lo presiedeva, fosse costituito anche da dodici consiglieri, di cui sei nominati dalla Fondazione MPS che, per un atto di discontinuità voluto dall’ex sindaco Ceccuzzi, sono stati tutti sostituiti ad eccezione di Marco Turchi, che nella passata gestione occupava il ruolo di Sindaco Revisore e che nel nuovo CDA è stato promosso a Vicepresidente.

Trattandosi di sanzioni per comportamenti individuali, ci piacerebbe sapere dallo stesso Marco Turchi se le sanzioni hanno riguardato anche lui e se sì per quali violazioni, per quale ammontare e soprattutto se ritiene compatibile, sempre nel caso che le sanzioni lo abbiano riguardato, il permanere nel ruolo che occupa, su nomina della Fondazione, senza nemmeno sentire la necessità di chiarire le motivazioni del suo sanzionamento e del suo permanere.

Altra notizia invece più recente quella che la Procura di Siena si appresterebbe a contestare agli ex manager di BMPS Mussari e Vigni anche il reato di falso in bilancio relativo agli esercizi 2009, 2010, 2011, avendo la Procura già contestato l’ipotesi di ”falso in prospetto” relativamente all’aumento di capitale del Monte del 2008 finalizzato all’acquisto della Banca Antonveneta. Come evidenziato da alcuni quotidiani, per la Fondazione Mps, guardando all’articolo 2393 bis del codice civile 2393 bis, questa ulteriore contestazione aprirebbe la strada alla possibilità per un’azione diretta di responsabilità senza dover passare per l’assemblea dei soci.

L’articolo menzionato riguarda infatti l’azione esercitata da una minoranza qualificata di soci nei confronti degli amministratori per far ottenere alla società il risarcimento del danno che i loro comportamenti inadempienti abbiano provocato al suo patrimonio. E siccome sta per scadere il tempo utile di cinque anni per una azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici della Banca, in merito al falso in prospetto per l’aumento di capitale del 2008 finalizzato all’acquisto della Banca Antonveneta, ci piacerebbe che i vertici della Fondazione MPS, che sino ad oggi non hanno mosso un dito, ci dicessero, magari per bocca del loro presidente Mancini, che cosa hanno intenzione di fare e magari anche il perché.

fonte: Agostino Milani  – Movimento Civico Sensese

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