SANITÀ – Lazzeri e Trambusti: ‘Valdarno Cenerentola di Firenze’

FIGLINE E INCISA VALDARNO (Firenze) – «I tagli ai distretti sanitari trasformeranno il Valdarno fiorentino nella “Cenerentola” della provincia di Firenze». È la denuncia del consigliere regionale e membro della IV Commissione “Sanità e Politiche Sociali” Gian Luca Lazzeri che sta studiando gli impatti sul territorio della deliberazione n. 636/2013 del Direttore Generale dell’Asl 10, della quale solo ora si sta dando attuazione, «guarda caso dopo le elezioni Amministrative».

«I distretti sanitari di Reggello, Rignano e Incisa – dichiara il consigliere – subiranno un taglio netto dei servizi con il mantenimento solo dei prelievi e delle attività infermieristica e amministrativa. L’eliminazione delle visite specialistiche provocherà disagi molto gravi soprattutto ad anziani e disabili, privati di servizi essenziali sul territorio. Come per le isole e per i comuni montani – dichiara il consigliere –, il Valdarno fiorentino ha necessità di continuità assistenziale. Infatti, non è accettabile che, in un’area composta anche da molti piccoli centri abitati, si debbano fare decine di chilometri anche per una semplice visita oculistica. Il tutto con l’avallo dei sindaci, che hanno accettato i tagli sottoscrivendo i patti territoriali. Peccato che le misure compensative, come la realizzazione di una Casa della salute a Reggello, siano oggi solo sulla carta. La proposta? L’Asl 10 inverta la rotta. Prima – conclude Lazzeri – si realizzino le alternative e poi si discuta di eventuali ridimensionamenti».

manifestazione Serristori
Una manifestazione per la salvaguardia dell’ospedale Serristori

Sull’argomento interviene anche la consigliera comunale di Figline e Incisa Valdarno Valentina Trambusti (Salvare il Serristori): «Con la deliberazione dell’Asl 10 – dichiara – si mettono a rischio i servizi specialistici e quelli di consultorio che ancora adesso vengono erogati presso il distretto sanitario di Incisa, riducendolo praticamente ad un punto prelievi. Inoltre gli attuali servizi infermieristici ambulatoriali e domiciliari non sono sufficienti a dare una risposta adeguata al nostro territorio.

Durante la campagna elettorale – continua Trambusti – la neo-sindaco di Figline e Incisa dichiarava, rispondendo ai timori di una possibile chiusura o ridimensionamento del distretto, che tutti i servizi sarebbero stati mantenuti. Quindi, o non conosceva l’esistenza di questa delibera, e questo per un sindaco è inammissibile, oppure ha volutamente omesso il suo contenuto. In entrambi i casi si tratta di un comportamento politicamente inaccettabile, sul quale chiedo che riferisca in Consiglio comunale. Il territorio rischia, anche a causa dell’inadeguatezza dell’Amministrazione Comunale, di vedere ancora più impoveriti i propri servizi sanitari, con notevole disagio soprattutto delle fasce più deboli della popolazione».

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