RE-Start! Inaugurazione della nuova boutique di Mario Luca Giusti, Synthetic Crystal & Temporary Room

Inaugurazione della nuova boutique  Synthetic Crystal & Temporary Room e mostra CONCRETA _ MENTE di Alessandro Bernardini a cura di Tiziana Tommei

Giovedì 14 giugno, dalle ore 18.30 alle 20.30 in via Garibaldi 111G ad Arezzo Valentina Ferippi inaugura la nuova boutique di Mario Luca Giusti, leader dell’interior design italiano. La maison crea prodotti per la tavola dall’aspetto del cristallo e del vetro e dalle forme classiche se pur rivisitate in materiali contemporanei come l’acrilico (chiamato, appunto, cristallo sintetico) e la melamina con cui vengono realizzati i piatti. Collaterale all’evento è la vernice della mostra Concreta-mente di Alessandro Bernardini, curata da Tiziana Tommei.

La mostra.

L’intervento ideato da Alessandro Bernardini (Arezzo, 1970) e curato da Tiziana Tommei per il nuovo spazio di Mario Luca Giusti ad Arezzo è stato studiato per il luogo che lo ospita e ragionato a partire dai materiali. Negli ultimi due anni la materia ha assunto un ruolo preponderante all’interno della produzione dell’artista, muovendo dall’uso del cemento, per giungere alle sperimentazioni con il catrame.

Per la particolare occasione, egli presenta opere tra le più rappresentative del suo corpus, quali Orizzonti, Componili e Tela Muro, instaurando un dialogo con l’ambiente e, soprattutto, con il materiale che più lo contraddistingue: cristallo sintetico. Per questo la sostanza plastica si inserisce in talune creazioni di Bernardini, affiancando cemento, catrame e terra.

Plexiglass rigorosamente trasparente, una scelta questa in linea con la sua cifra stilistica, da sempre incline all’utilizzo di poche cromie: bianco, nero, grigio e rosso. In mostra anche alcune creazioni inedite, tra le quali l’installazione collocata al centro dello store e la scultura scomponibile, anch’essa intitolata Componili; in entrambi i casi il nostro ha innestato una variabile atipica, che si differenzia dagli altri elementi: il cubo in oro nella prima e quello in plexiglass nella seconda.

Oltre a queste, viene esposta ex novo anche la composizione di Volumi con sfera di cemento, figura geometrica con la quale Bernardini si misura così per la prima volta. La collocazione di opere in cemento grezzo tra gli oggetti di colore acceso della boutique – si veda a tal proposito anche il posizionamento volutamente non immediatamente riconoscibile di tele trattate tra i vassoi del marchio, come tra i libri d’arte – è mossa da un doppio intento: cercare di non imporre una presenza diversa da tutto quello che identifica il contesto e nel contempo mantenere il proprio segno, tentando una mimesi con le molteplici componenti della realtà in cui si opera.

Del resto, la logica del nascondimento è insita da sempre nel percorso dell’autore che “gioca” spesso con il punto di vista dell’osservatore, al pari delle parole che compongono i titoli –  uno per tutti è il Papa in seggiola – un concetto questo che riprende la vena ironica e mistificatoria propria dell’artista.

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