La piccola Sofia terminerà le proprie cure grazie a un giudice livornese

LIVORNO – Il Tribunale di Firenze boccia le cure della piccola Sofia, ma ci pensa il suo pari di Livorno a permetterle. Nemmeno 100 chilometri di distanza per una sentenza completamente ribaltata. Stranezze della Giustizia italiana dove la Legge non è uguale per tutti o, meglio, non è uguale da tutte le parti. Ma oggi, che un giudice di fatto sentenzi l’eutanasia e un altro la vita, passa in secondo piano. Oggi l’importante è che la piccola Sofia, affetta da leucodistrofia metacromatica, una rarissima malattia neurodegenerativa, potrà continuare e terminare le proprie cure con il metodo della Stamina foundation del professor Davide Vannoni agli Spedali Riuniti di Brescia.

A darne notizia è stato il sito internet de “Il Tirreno” che ha raccolto le prime testimonianze di Caterina e Guido, i genitori di Sofia. «Il provvedimento – spiega raggiante Caterina Ceccuti, la madre, sulle colonne del quotidiano livornese – ha effetto immediato, e chiarisce che Sofia dovrà effettuare entro i tempi terapeutici previsti la prossima infusione».

La famiglia, essendo residente a Castiglioncello in provincia di Livorno, aveva presentato ricorso nella giornata di ieri, lunedì 18 marzo, al Tribunale labronico e già oggi il giudice Sbrana si è pronunciato dando la possibilità alla piccola di chiudere il proprio ciclo di infusioni di cellule staminali. «Soddisfazione» è stata espressa dal consigliere regionale di Più Toscana e membro della IV commissione “Sanità”, Gian Luca Lazzeri, per il quale «la svolta giunge al fotofinish». Appena in tempo per consentire alla piccola Sofia e alla sua famiglia di continuare a sperare.

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