La fine di un’epoca. Le ultime sconfitte del centro sinistra mettono fine alla ‘Rossa Toscana’

Ieri notte attorno alle 00:35 il neo sindaco di Siena De Mossi è comparso in diretta TV nazionale a ringraziare gli elettori chiudendo così, dopo i risultati già definitivi di Massa e Pisa, una storia amministrativa che andava avanti dal dopoguerra.

Con i risultati dei ballottaggi del 24 giugno 2018 la maggioranza dei capoluoghi di provincia non è più in mano alla sinistra o a coalizioni riconducibili al centro sinistra. Il PD toscano riesce a completare la disfatta perdendo Massa, Siena e Pisa che passano al centro destra andando ad aggiungersi a Pistoia, Grosseto ed Arezzo, senza dimenticare Livorno governata dal sindaco Nogarin del Movimento 5 Stelle già dal 2014.

Il trend delle elezioni politiche del 4 marzo travolge in pieno anche le grandi città toscane, dove già erano stati eletti in gran numero parlamentari e senatori di centro destra e del Movimento 5 Stelle, portando ad un minimo storico il partito dell’ex sindaco di Firenze Matteo Renzi. Proprio il capoluogo toscano che, assieme a Prato, tra nemmeno 11 mesi sarà chiamata alle urne per la tornata amministrativa del 2019 dove, oltre alle europee, la maggior parte dei comuni toscani ed italiani andranno nuovamente al voto.

In Toscana, tutti i comuni sopra 15.000 abitanti sono andati al ballottaggio; oltre ai capoluoghi andati al centro destra si è votato a Pietrasanta (LU) dove il neo Sindaco Giovannetti ha battuto il centro sinistra con il 52,15% dei voti, a Campi Bisenzio (FI) dove il Sindaco Fossi si riconferma per il secondo mandato portando a casa l’unica vittoria del centro sinistra con il 54,27% dei voti, frutto sicuramente di un buon lavoro sul territorio, ed uno smarcamento forte dal PD già ai tempi della trazione renziana. Si aggiunge ai comuni al voto quello di Pescia (PT) dove il centro sinistra ed il centro destra escono umiliati dall’ex Sindaco Giurlani, dimessosi dopo indagini poco più un anno fa, che con le sue 5 liste civiche porta a casa il 61,29% dei voti sovrastando il candidato di centro destra.

Nei tre capoluoghi, straordinariamente andati al centro destra i dati elettorali presentano questo scenario: Siena con Luigi de Mossi che ha preso 12.065 voti per un 50,80%, Michele Conti votato da 20.692 pisani per il 52,29% e Francesco Persiani che a Massa ha ricevuto 17.830 preferenze per uno straordinario 56,62%. Siena e Massa hanno visto perdere il sindaco uscente mentre a Pisa la coalizione di centrosinistra aveva provato una faccia “nuova”.

Nelle stanze del PD toscano ci sarà molto da riflettere per evitare una debacle, anche a Prato e più che altro a Firenze, quando, tra meno di un anno, andranno al voto alcuni milioni di toscani in contemporanea con le elezioni europee.

Nasce, per la prima volta, un fronte coeso nella Toscana del Sud-Est con Arezzo, Siena e Grosseto politicamente allineate a centro destra che potrebbero stravolgere i delicati equilibri delle partecipate di area vasta, come quella della raccolta rifiuti, al centro di non pochi problemi negli ultimi mesi.

Se questo risultato farà bene alla Toscana sarò solo il tempo a dirlo, quello che è certo oggi è che la “Rossa Toscana” frutto di storiche vittorie, spesso anche schiaccianti della sinistra non esiste più e vede la Lega di Salvini passare da percentuali da prefisso telefonico 0,5% a forza di governo in alcune delle città più importanti del centro Italia.

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