Il salto indietro nel tempo dei Wooden Shjips

L'estate è la miglior alternativa alle eccessive ricerche estetiche

Ecco il gruppo fondato di Ripley Johnson (dei Moon Duo) che continua il suo percorso non senza deviazioni. Dopo 5 anni di silenzio, i Wooden Shjips ritornano col disco V, che non è proprio un ritorno, ma una dimostrazione: la dimostrazione che quando un gruppo si rifa vivo, è perché deve avere un motivo. E da qui il cambio di genere che si allontana dai “canoni” di San Francisco di “oggi” e si dirige verso una San Francisco più datata. Non necessariamente datata esteticamente, ma sicuramente, quando si ascolta V, non possiamo non immaginare gli anni ’70, i rituali lisergici e la spensieratezza hyppie eliminando dalla loro poetica i toni scuri. Diciamo che passiamo dallo space rock fino alla psichedelia. Non avendo ancora abbandonato la fedele etichetta Thrill Jockey, i quattro cavalieri della psichedelia, non sanno bene che cosa inventarsi. E di fatto, sia chiaro, non inventano nulla. Anacronismo a parte, sembra che la vena poetica della band, non dico sia inaridita, bensì non abbia ancora avuto la coscienza per poter osare. Un vero peccato perché le occasioni non mancano: né dall’apertura di Eclipse fino al singolo estivo Red Line, per passare a pezzi altamente filtrati dagli occhi dell’LSD come Staring At The Sun. La voce rimbalza saturata dai brevi delay, le chitarre saltano da un filtro all’altro nonostante mantengano il solito timbro. Eppure lo stile appare comunque, nonostante “monotonia” dell’effettistica.

La luce che illumina la creatività dei quattro fresconi, sembra essersi fermata in un determinato punto che non sembra possa evolversi, ma probabilmente è un problema di come noi concepiamo l’evoluzione. E’ tutto relativo: come per una mosca una pozzanghera è un lago, così per i Nostri la psichedelia è l’avanguardia dello space, va a sapere. Ma insomma, se cercate un disco dalle sonorità estive, dove il sole spacca le pietre e distorce le figure in lontananza, ebbene, V, è il disco che fa per voi. Anche perché d’estate esperiamo nell’immediato. Sarebbe tedioso iniziare un discorso filologico per lo spirito con cui questa band sforna uscite. Naturalezza, spensieratezza e molte distorisioni: è il richiamo del’estate.

 

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