Grave la perquisizione alla Nuova Sardegna

La perquisizione del giornale La Nuova Sardegna è un fatto sconcertante, l’ennesimo schiaffo in faccia all’informazione

Mi associo personalmente alla protesta dell’Ordine nazionale e dell’Ordine regionale toscano allo sconcerto per la perquisizione avvenuto alla redazione de La Nuova Sardegna.  Massima solidarietà ai colleghi sardi: questo episodio è stato l’ennesimo schiaffo alla libertà d’informazione, alla professione giornalistica e un grave atto nei confronti di tutti lettori, verso cui siamo sempre impegnati ogni giorno a portare la verità.
Un abbraccio ai colleghi
Carlo Casini
Di seguito riporto il comunicato del Cnog

La pubblicazione di un esposto presentato da un privato cittadino alla magistratura, un documento che tecnicamente non può essere considerato coperto da segreto istruttorio, oggi ha dato occasione per una inaudita intrusione delle forze dell’ordine e della magistratura nella redazione olbiese della Nuova Sardegna.

La sede del giornale è stata perquisita dai carabinieri che hanno sequestrato materiale, questo sì, garantito e protetto per legge dal segreto professionale. I militari, incaricati dalla Procura della Repubblica di Tempio Pausania, hanno infatti sequestrato alla cronista Tiziana Simula il telefono personale e i  computer personale e professionale. Quest’ultimo contiene tutta la posta, tanto quella personale quanto quella riservata diretta alla redazione olbiese della Nuova Sardegna, dove lavorano sei giornalisti.

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana, l’Associazione della Stampa Sarda, il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, l’Ordine dei giornalisti della Sardegna, l’Unione cronisti sardi manifestano la propria totale solidarietà e vicinanza alla collega Tiziana Simula e ai giornalisti della Nuova Sardegna.

Il sindacato vigilerà sugli sviluppi della inchiesta ed è fin d’ora a fianco dei giornalisti sardi in una battaglia di civiltà e di democrazia.
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