FIRENZE – Inaugura sabato Signor Wash, lavanderia self service 2.0

Saponi biologici, angolo libri, wi fi, colori e murales. L'idea è di Luca Signorelli, giovanissimo imprenditore fiorentino

Se si pensa a una lavanderia self service, l’immagine che balza alla mente è quella di uno stanzone spoglio, triste, dove lo scotto da pagare per tornare a casa o in hotel con i vestiti puliti,  è quello di aspettare un interminabile lasso di tempo vedendo i panni girare negli oblò. Poi ci sono le idee, quelle semplici, geniali, destinate a rivoluzionare un paradigma che sembrava immutabile: sta per aprire i battenti in via Fanfani 5/r Signor Wash, la lavanderia a gettone dove rilassarsi, passare tempo di qualità, essere immersi in un ambiente caldo e accogliente. Il tutto strizzando un occhio all’ambiente e l’altro al portafoglio. Una lavanderia unica anche nello stile: votata alla tecnologia ma con un tocco vintage, sarà anche l’unica al mondo a vantare sulla parete un murales di Skim, l’artista writer e fumettista attualmente più amato nel panorama fiorentino. L’inaugurazione è prevista per sabato 2 marzo 2019.

L’idea è di un giovanissimo neoimprenditore, Luca Signorelli, 23 anni appena, ma già con solido bagaglio nell’accoglienza della persona: «Non sarà una lavanderia come tutte le altre, fotocopiate – ha esordito Luca – Tanti sono franchising, io ho voluto creare qualcosa di mio fin dall’inizio della progettazione. Lo si sente subito entrando, si percepisce l’atmosfera. Vuole essere un negozio costruito attorno al cliente, partire dai piccoli dettagli, come le prese di corrente per i computer, i caricabatterie per gli smartphone, il wi-fi gratuito, una piccola biblioteca con libri e riviste. In un luogo dove sarà fatta estrema attenzione alla cura e alla pulizia. Detersivi e ammorbidenti sono al cento per cento biologici e sono inclusi nel lavaggio. Perché chi viene da Signor Wash deve sentirsi a casa e coccolato. Io sarò a disposizione, per dare un aiuto concreto nell’uso di lavatrici e asciugatrici, insegnare come funzionano i macchinari,  dare consigli. Tutto questo senza temere per il costo:  i prezzi sono uno dei punti di forza, perché sono molto bassi e tra i più competitivi in città e ci sarà un ulteriore sconto nei primi mesi».

«È un’idea che coltivo da tempo, da quando ho cominciato a lavorare – ha raccontato Signorelli – Mi sono diplomato in ragioneria nei tempi minimi e ho iniziato a fare l’impiegato in un concessionario. Ci sono stato molto bene, ma era un lavoro molto stressante. Alla fine dei tre anni di apprendistato, nonostante un contratto a tempo indeterminato sul tavolo, ho deciso di mollare perché non era quello che volevo fare. Ancora avevo in mente queste lavanderie self service che cominciavano a spuntare in varie zone della città. Mi sono informato su come si faceva ad aprire e dopo un anno ce l’ho fatta.  Ho avuto il tempo di pensare a come fare e analizzare ogni singolo dettaglio, ho capito che l’idea funzionava. Sicuramente, nel maturare la decisione e realizzare l’attività, è stato molto importante anche l’aiuto di alcuni professionisti: un ringraziamento particolare va alla Overlav cleaning revolution Srl. Non è vero che bisogna buttarsi nelle imprese senza pensarci. È necessario studiare bene la situazione, capire se vale la pena di partire. Solo quando ho visto concretamente che l’idea era  buona, mi sono detto “perché non provarci?”. Ho capito che era inutile rimanere tutta la vita con la voglia di farlo e il rimpianto di non averlo fatto».  

Un’idea confermata dalle statistiche di settore: «Quando vedi spuntare attività come funghi c’è maggior probabilità di riuscita, un po’ come sta succedendo per i ristoranti di sushi. Certo ci vuole del proprio, impegno, costanza, dedizione. Dati alla mano tuttavia l’80 per cento delle lavanderie automatiche si ripagano e hanno buoni profitti. È un investimento più abbordabile rispetto ad altri: non avendo una grande base di partenza e avendo fatto tutte le cose per conto mio, sono molto contento di aver portato a compimento il mio progetto».

Non è casuale la scelta di Firenze Nova, un quartiere di periferia sottoposto a un rapido processo di gentrification: «È una zona abbastanza scoperta: le lavanderie più vicine sono in via Carlo del Prete. C’è la nuova caserma dei Carabinieri, sulla quale punto molto come clientela. Rispetto a qualche anno fa, quando era un quartiere abitato prevalentemente da persone anziane, ci sono molti più giovani, ma anche studenti e anche i alcuni turisti che preferiscono alloggiare in questa zona, vicino all’ingresso dell’autostrada».

Inoltre sono tanti i benefici concreti dell’automazione dell’attività: «Il vantaggio di avere una lavanderia automatica, rispetto ad altre attività, è che non c’è bisogno della presenza costante della persona umana. Ti lascia tempo per svolgere un altro lavoro e  libertà. Il tempo è denaro. Non ho guardato troppo a quello che mi piaceva, ma a quello in cui c’era maggior probabilità di riuscita. Molti mi dicono che ho fatto una scelta coraggiosa ad aprire un’attività di questi tempi. Io non la vedo così coraggiosa, la vedo come una scelta giusta… il coraggio, ci può stare, ma avrei vissuto male non avendoci provato».

«Signor Wash perché riprende il mio cognome – ha confidato infine Signorelli –  sperando che sia di buon auspicio, poiché da Ferrari a Gucci, da Barilla a De Longhi sono molti i brand italiani che nascono dai cognomi dei fondatori… Senza volermi paragonare a loro, voglio sottolineare quanto credo in questo progetto. Per questo, per dare ancora più forza al marchio, ho scelto come logo la caricatura di me nei panni di un supereroe. E la più grande impresa, è quella di lasciare un ricordo, anche piccolo, ma bello, in tutti quelli che mi conosceranno».

«L’inaugurazione è prevista per sabato 2 marzo – ha concluso Signor Wash –  Ci saranno lavaggi gratis tutto il giorno, dalle 10 alle 18 e non mancherà il rinfresco».

 

 

 

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