FIRENZE – Dopo il caso Zingaretti polemica anche sul fondo previdenziale di Matteo Renzi

FIRENZE – Lo scorso 22 marzo il vice Sindaco di Firenze Dario Nardella ha risposto ad un’interrogazione presentata dai Consiglieri Comunali Francesco Torselli (Fratelli d’Italia) e Marco Semplici (Lista Galli) riguardante l’assunzione di Matteo Renzi presso la “CHILI S.R.L“,azienda allora di proprietà della famiglia del giovane politico.

Renzi risulterebbe inquadrato dal 2003 prima come dirigente della CHILI, poi, dal 2010, della “Eventi 6 S.R.L” azienda che, secondo il vice Sindaco, sarebbe “costituita da soggetti privati ed esterni ai rapporti di parentela” ma che in realtà vede le sorelle del Sindaco, Matilde e Benedetta Renzi, alla guida del gruppo con il 36% di quote a testa, la madre Laura Bovoli , in Consiglio di Amministrazione con l’8% ed il cognato , Alessandro Conticini, che possiede il 20%.

Il caso ha attirato l’attenzione dei due Consiglieri di opposizione poiché l’attuale Sindaco di Firenze sarebbe stato assunto appena 11 giorni prima della sua candidatura ufficiale alla Presidenza della Provincia, otto mesi prima della sua elezione, e come conseguenza  da allora, nel totale rispetto del Testo Unico per gli Enti Locali – articolo 86 , comma 3 –  prima alla CHILI poi alla Eventi 6 sarebbero stati versati contributi previdenziali per il giovane neo assunto dirigente.

Una cifra, quella versata per i contributi di Matteo Renzi alle aziende della sua famiglia, molto superiore a quella versata dall’azienda prima della “discesa in campo” del giovane rampollo, che nel frattempo è passato dall’aspettativa non retribuita come Presidente della Provincia a quella come Sindaco, per un periodo totale di più di 9 anni di versamenti.

Caso analogo anche se con sfumature differenti a quello dell’attuale Presidente della Regione Lazio Zingaretti, assunto da un comitato legato al PD il 15 febbraio 2008, giorno prima della sua candidatura ufficiale. Tutto, in ogni modo, effettuato alla luce del sole e secondo la legge; ma quando un’assunzione è così vicina ad una candidatura è naturale l’insorgere di un sospetto: che tale assunzione sia stata motivata più dall’ottenimento del rimborso dei contributi che dalla reale necessità dell’azienda di disporre di un dirigente distratto dalla politica.

I consiglieri di opposizione  non si sono dichiarati soddisfatti della risposta presentata dal vice Sindaco, che , secondo Torselli e Semplici,  si è limitato ad assicurare che nulla di irregolare  o fuori norma è stato fatto dal Sindaco o dalla sua famiglia, svicolando però, dal loro particolare punto di vista, dal reale punto della questione. Hanno richiesto perciò ulteriori chiarimenti e spiegazioni al fine di cacciare ogni dubbio sulla correttezza della posizione del Sindaco.

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