Esteso l’uso dei defibrillatori sui mezzi della Polizia Municipale di Firenze

Approvata in Consiglio comunale a Firenze una mozione per estendere l’uso dei defibrillatori sui mezzi della Polizia Municipale

Ogni anno in Italia sono circa 70mila i decessi causati da arresto cardiaco e il 75% delle persone potrebbe, però, avere salva la vita se si intervenisse tempestivamente (entro 5 minuti dal malore) praticando la rianimazione cardio-polmonare e operando con un defibrillatore semiautomatico esterno.

Il Comune di Firenze fin dal 2015 ha provveduto a installare nelle scuole e negli impianti sportivi defibrillatori semiautomatici esterni che garantiscono un intervento repentino e sicuro in caso una persona sia colpita da arresto cardiaco ed ha firmato con le società sportive un accordo per rendere economicamente accessibile l’acquisto dei defibrillatori e sostenere i percorsi formativi.

Nel 2016 altri strumenti salvavita sono stati collocati e attivati al Mercato Centrale, alle Cascine, in piazza Dalmazia e in altre piazze della città e l’Amministrazione Comunale è inoltre impegnata a diffondere queste attrezzature nei luoghi in cui si pratica attività sanitaria e sociosanitaria.

La presenza di personale formato sul territorio e la disseminazione dei defibrillatori è lo strumento che da studi anche recenti rende più efficace il sistema di soccorso e sopravvivenza dopo l’arresto cardiaco. In diverse città (tra cui Milano e Mantova) è stato deciso di dotare le auto di servizio della Polizia Municipale di defibrillatori, previa formazione del personale, che hanno consentito di rianimare prontamente alcuni infartuati contribuendo in modo determinante a salvare vite umane.

“Con questa mozione approvata dal Consiglio comunale – aggiunge il Presidente Armentano – chiediamo di approfondire e verificare, coinvolgendo la dirigenza della Polizia Municipale e le rappresentanze sindacali, la possibilità di assegnare e dotare i mezzi mobili della Polizia Municipale di defibrillatori, previa opportuna formazione, ricorrendo eventualmente al contributo di sponsor e integrato dentro un coordinamento cittadino che vede il 118 come punto di riferimento del sistema di città cardioprotetta. Solo aumentando, di concerto, cultura, soggetti laici formati e defibrillatori, con un’unica cabina di regia possiamo rendere la città più cardioprotetta”.

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