ELEZIONI 2018 – Agrinsieme incontra i candidati alle politiche e pone loro cinque obiettivi strategici

Agrinsieme incontra i candidati alle politiche e presenta un documento che pone loro cinque obiettivi strategici

Agrinsieme, il coordinamento associativo costituito da Cia, Confagricoltura, Copagri, Alleanza delle Coooperative, AGci- Agrital, Fedagri- Confocooperative e Legacoop, ha incontrato i protagonisti delle prossime elezioni politiche del 4 marzo.

All’appello hanno risposto Olga Ciaramella per “Noi per l’Italia- Udc”, Luca Sani per il Partito Democratico, Mario Lolini, candidato della coalizione di Centrodestra e Caterina Orlandi per il Movimento 5 Stelle.

img-20180226-wa0024Dalla sala Pegaso i tre presidenti Claudio Capecchi, Attilio Tocchi e Massimo Guerrieri, rispettivamente di Cia, Confagricoltura e Confcooperative e in rappresentanza di Alleanza delle Cooperative, hanno presentato ai candidati un documento contenente cinque obiettivi, ritenuti imprescindibili al fine di valorizzare l’agricoltura produttiva di qualità, di rafforzare le filiere e favorire lo sviluppo delle aggregazioni della cooperazione e delle reti d’impresa.

I tre presidenti hanno in primis messo l’accento sulla attività che il nuovo Governo dovrà produrre in Europa.

“Il tema è la PAC post 2020, dalla quale – hanno detto – pretendiamo un aumento del budget e una dotazione di strumenti adeguata per rispondere alla crisi con un greening meno drenante di risorse.”

Accanto a questa azione “esterna” Agrinsieme ha chiesto un rafforzamento del sistema endogeno.

“La parola d’ordine deve essere aggregazione – hanno spiegato i tre presidenti –  puntando sui Pif e tornando ai tavoli interprofessionali a cui le organizzazioni devono partecipare con l’industria e la trasformazione.”

agrinsiemePer la tutela dei prodotti e per l’export è stata ribadita l’importanza del Ceta che, seppur migliorabile, pone un punto di partenza sul quale muoversi. La questione gestione del territorio è stata affrontata sull’aspetto del clima e delle precipitazioni, sia per quanto riguarda la regimazione che l’accumulo, per le quali Agrinsieme ha chiesto un maggiore coinvolgimento dei Consorzi di bonifica, come pure è stato lanciato un grido d’allarme sulla necessità di una norma che permetta di assicurare le colture e le produzioni dai repentini cambiamenti climatici, come il gelo di questi giorni.

Richiesta la revisione delle zone svantaggiate con l’ampliamento dell’esistente e la ricomprensione del territorio del comune di Grosseto, azione che comporterebbe per le imprese una riduzione degli oneri contributivi. Altri due temi centrali sono la gestione della fauna selvatica, da riportare in equilibrio con il territorio e per questa ragione prevedere una revisione della legge 157/92 per attuare gli strumenti idonei al contenimento, e l’atavica questione predatoriale, una situazione non più tollerabile che, se non risolta, porterà alla chiusura delle imprese zootecniche con il conseguente abbandono dei territori.

All’ultimo punto il documento reca il tema del lavoro, vero e proprio elemento cardine, di cui viene auspicata e richiesta una diminuzione del suo costo, oggi insostenibile per le imprese agricole, affiancata da una imprescindibile semplificazione amministrativa e una revisione della legge sul caporalato, troppo penalizzante per chi è trasparente e rispetta le regole.

Nel dibattito è stato chiesto ai candidati come promuoverebbero il brand maremma e la loro posizione sulla questione dello stoccaggio dei gessi rossi alla Cava della Bartolina, di cui Cia e Confagricoltura hanno presentato ricorso al Tar contro la sua realizzazione. “Dovete aver chiaro che l’obiettivo è muoversi verso la costruzione di un progetto integrato della Maremma. Ecco perché, quando sarete in Parlamento – è stata la richiesta conclusiva dei presidenti di Agrinsieme -, non ci aspettiamo un lavoro da partiti ma da rappresentanti del nostro territorio.”

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