DAZI – Confragricoultura: ‘Dalla pronuncia del Wto a rischio le nostre esportazioni agroalimentari negli Usa’

“Al presidente del Consiglio Conte chiediamo un’iniziativa per discutere la questione dei dazi Usa nel corso della riunione dei capi di Stato e di governo della Ue in programma a metà ottobre. E all’Amministrazione statunitense va ulteriormente sottolineato che non può essere l’Italia tra gli Stati membri quella più penalizzata per gli aiuti pubblici al consorzio Airbus di cui non facciamo parte”. E’ la reazione del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, appena resa nota la pronuncia degli organi dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) relativa all’ammontare dei dazi aggiuntivi che gli Stati Uniti sono autorizzati ad imporre sulle importazioni dalle Ue, compresi i prodotti agroalimentari.

“Con la contrazione delle esportazioni verso gli Usa rischia di saltare l’equilibrio sui mercati agricoli europei – ha sottolineato Giansanti -. E’ indispensabile avviare un negoziato diretto con gli Usa per tentare di ottenere, in prima battuta, almeno il rinvio dell’entrata in vigore dei dazi”.

“Dalle informazioni che abbiamo raccolto – ha proseguito il presidente di Confagricoltura – risulta, inoltre, che gli Stati Uniti potrebbero imporre i dazi aggiuntivi secondo il cosiddetto sistema a ‘carosello’. In pratica, i dazi colpirebbero a rotazione tutte le produzioni destinate al mercato statunitense, al fine di amplificare le penalizzazioni per gli operatori europei”.

Confagricoltura ricorda che risale ad aprile l’ultima pronuncia del WTO sulla questione degli aiuti pubblici ad Airbus. Da allora, la Commissione Ue non è stata in grado di aprire un negoziato diretto con gli Stati Uniti, per tentare di raggiungere un’intesa ed evitare l’avvio di una guerra commerciale.

“Nonostante il raddoppio delle importazioni di soia dagli Usa e l’aumento dell’import di carni bovine senza ormoni concesso dall’Unione – ha sottolineato Giansanti – rischiamo una drastica contrazione della nostra presenza sul mercato statunitense, dove è destinato oltre il 10% delle esportazioni totali italiane di settore. Vini, formaggi, olio d’oliva, pasta e agrumi le produzioni più esposte”.

“Il negoziato diretto con gli Usa, che abbiamo già sollecitato nei mesi scorsi al presidente Juncker e alla commissaria Malmstrom, consentirebbe anche di affrontare la questione del fenomeno Italian Sounding. Sotto il profilo legale, l’intesa con l’amministrazione statunitense è l’unica via per contrastare realmente l’imitazione dei nostri prodotti di punta”, ha concluso Giansanti.

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