Consulenza finanziaria indipendente, come cambia con le regole introdotte dalla MiFID II

È tutto pronto per la nona edizione del Forum Nazionale sulla Consulenza Finanziaria, che si terrà a Milano il 9 Maggio, nella cornice di Palazzo Mezzanotte in Piazza degli Affari. L’evento rappresenterà un’occasione importante per ragionare sugli sviluppi della consulenza indipendente in Italia, anche e soprattutto alla luce della faticosa applicazione della direttiva MiFID II. Diversi i temi che verranno toccati nel corso della conferenza, tra cui gli interessanti scenari apertisi con l’introduzione dei fattori ESG (Environmental, Social, Governance) quali criteri per gli investimenti, e l’impatto che gli Eltif avranno sulla crisi dei PIR. Un appuntamento senza dubbio da non perdere. Al centro, naturalmente, il rapporto tra MiFID II e consulenza indipendente, che in Italia sta conoscendo una crescita significativa nonostante le difficoltà legate ad un cambio di mentalità tutt’affatto semplice da superare.

Le regole introdotte dalla MiFID II hanno provocato una sorta di Rivoluzione Copernicana nel mondo degli investimenti, che nulla ha da invidiare alle equivalenti rivoluzioni di Copernico nel campo dell’astronomia e di Kant in quello della filosofia. Il baricentro della consulenza finanziaria, infatti, si è decisamente spostato da una prospettiva incentrata sulla figura del consulente, l’esperto a cui affidare i risparmi di una vita confidando nelle sue capacità (e nella sua onestà), ad una nella quale è il cliente a rappresentare il perno dell’intera struttura dell’investimento. Non sappiamo se gli estensori della direttiva avessero letto i dati in merito, ma la MiFID II sembra proprio andare a rispondere ad un’esigenza specifica di questi anni, che vedeva i clienti poco soddisfatti del loro rapporto con il consulente. Oggi, invece, chi mette il denaro richiede di poter seguire passo passo le strategie di investimento; la MiFID II impone esattamente questo. Ecco dunque che il rapporto consulente-cliente si trasforma in una specie di seduta psicanalitica, in cui il secondo è invitato a mettere sul piatto i propri obiettivi, in modo tale da consentire al primo di modellare le scelte sulla base delle aspirazioni di chi ha di fronte. Un rapporto della Commissione Europea (“Distribution system of retails investments products across the European Union”), datato 2017, ha esaminato i sistemi distributivi dei prodotti di investimento, andando a mettere in evidenza alcuni aspetti del filo che dal consulente conduce al cliente e viceversa. Dai dati è emerso come i consulenti italiani siano abbastanza ligi ai loro doveri, specie se consideriamo le domande che pongono al cliente al fine di comprendere la personalità di quest’ultimo. Un tema su cui si continuerà a ragionare anche in futuro.

Non tutti vedono un futuro così roseo per la consulenza indipendente, almeno nel breve periodo. C’è chi, storcendo il naso di fronte ai numeri delle società che si sono registrate al nuovo Organismo dei Consulenti Finanziari (OCF) osserva come il sistema degli investimenti italiano, fortemente bancocentrico, costituisca un ostacolo verso un pieno sviluppo della consulenza indipendente. Nemmeno la direttiva MiFID II, in tal senso, ha portato grossi benefici, non avendo marcato in maniera soddisfacente la distinzione tra i servizi offerti dalle banche e quelli proposti dalle società di consulenza indipendente. La montagna ha dunque partorito il topolino? Il tempo ce lo saprà dire, il 2019 rappresenterà senza alcun dubbio un anno in cui ci toglieremo parecchi quesiti dalla testa.

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