Castelnuovo estate 2018, recitazione dantesca in Val di Cecina

Secondo laboratorio di lettura e recitazione della poesia tra agosto e settembre

Progetto Castelnuovo estate 2018, organizza a Castelnuovo Val di Cecina il 2° Laboratorio di lettura e recitazione della Poesia.

Eventi in programma sabato 18 e 25 agosto – Castelnuovo Estate 2018 , metrica e ritmica della poesia italiana – un progetto di Gregorio Bottonelli con Letizia Colonnacchi, Niki Mazziotta, Silvia Rosellini e Maria Torrigiani
Nasce, tre anni fa, il progetto di un lungo iter seminariale e di laboratorio di recitazione, su metrica e ritmica della poesia italiana. L’intero progetto – che spazia delle origini della poesia italiana, attraverso Dante e Petrarca attraverso i classici fino ai contemporanei – trova un suo ambito di specifico interesse nella terza rima dantesca e adotta un modo del tutto nuovo di recitare la poesia, strettamente connesso all’analisi stilistico linguistica del testo e legato alla “musica” del verso.
Un percorso formativo con l’obiettivo di scardinare un modo di affrontare la poesia – tanto la recita quanto la lettura dei versi – che, aderendo troppo rigidamente a tecniche strettamente attoriali, spesso finisce per negarne la musica e il metro stesso.
“Non è casuale che la musica, penso in particolare al madrigale, fiorisca prepotente proprio nell’incontro con la poesia. E perché dunque negare al verso, letto o recitato, la musicalità che è uno dei suoi aspetti più salienti?”
Così Gregorio Bottonelli, cui si deve il progetto. E prosegue.
“Il verso risponde a regole e tecniche espressive non difformi da quelle che caratterizzano la musica e la cantabilità del verso sempre si lega alle scelte di lessico e di costrutto sintattico a costruire una formidabile densità di senso e una forza espressiva cui non è lecito sottrarsi e che neppure può essere banalizzata.”
Per questo motivo il laboratorio affianca al naturale corso di metrica e ritmica un corso di vocalità, che – rompendo la rigida regola della “vocalità sociale”, fatta di contenimento del volume, dell’espressione, del tono, del registro e della dinamica entro i termini della “buona educazione” – giunga alla radice delle vocalità individuali, esplorando e percorrendo l’intera gamma delle potenzialità vocali di ciascuno, recuperando alla voce la sua originaria natura di duttile strumento sonoro, e dunque, di strumento musicale anche nell’ambito della lettura e della recitazione. La terza rima con l’endecasillabo dantesco, nitidamente leggibile nell’andamento metrico e d’accento, ha trovato fecondissimo terreno anche nella cultura popolare contadina toscana.
I poeti contadini improvvisatori, custodi della straordinaria pratica dell’ottava incatenata di endecasillabi – cantata su un modulo, rigoroso ma creativo, capace di piegarsi all’espressività e alla sensibilità individuale di ciascun poeta – hanno anche diffusa memoria della Commedia, ne recitano a mente interi canti, si sentono legittimi depositari di quel patrimonio narrativo e poetico. E vi è un’ampia parte della Toscana, dove s’incontrano le storie e le parlate di Pisa, Siena e Volterra, che conserva un’identità linguistica, in larga misura non ancora omologata al linguaggio corrente, e fondata su di un lessico la cui origine risale agli albori del nostro “volgare”.
Ecco, dunque, che grazie alla sensibilità del Comune di Castelnuovo Val di Cecina – attento custode del patrimonio culturale del suo territorio, ricco di sopravvivenze di grande interesse – il progetto si sviluppa per dar luogo alla nuova proposta, che coniuga il percorso seminariale di lettura e recitazione del verso con la realtà poetica della locale tradizione popolare contadina.
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