Calcio – Fiorentina, pari deludente col Crotone

Ci sono giorni, durante la settimana, dove si giocano partite importanti. Che siano di coppa o che siano di campionato, mentre ti rechi allo stadio già sai che stai andando incontro alla storia per assistere ad un evento destinato a scolpire nella memoria di tutti i nomi dei protagonisti. Protagonisti del calcio. Protagonisti dello sport. E poi ci sono sere in cui vai a vedere Fiorentina-Crotone, in cui esci di casa in scooter e fatti 50 metri comincia a piovere. Quelle sere sai già che il tempaccio smetterà solo dopo il tuo rientro. Solo una domanda si ripete nella tua mente come un mantra incessante e la domanda che ti poni è “perché?”.

PRIMO TEMPO – Al fischio di inizio, un centinaio di eroi tifosi del Crotone incita la squadra ospite a torso nudo, per dimostrare ai propri paladini che non devono farsi impaurire da quattro gocce, anche se dalla quantità di pioggia che si abbatte sul campo viene da pensare che stiano girando un ciak speciale di “Inferno”. La prima emozione avviene al 7′ con un tiro di Babacar piuttosto ridicolo, probabilmente a causa della sfera che, con tutta l’acqua presa, ricorda la palla medica usata da Schwarzenegger negli anni ’70 per allenarsi quando si sentiva in forma.

Due minuti dopo è Ilicic che prova dalla trequarti e, grazie ad un elaborato gioco di rimbalzi in stile “piattello”, impegna Cordaz in una deviazione rischiosa. Curiosa la scivolata effettuata da Babacar su Mesbah, che comincia a centrocampo e finisce al cartellone pubblicitario che sponsorizza una nota marca di gommoni. Il gioco entra nel vivo. La Fiorentina ci crede e Vecino lascia partire un gran tiro deviato in angolo all’ultimo tuffo. Ci prova quindi anche Tello da fuori area, ma il tiro viene bloccato in due tempi. Il gol della Viola è nell’aria. Si formano le prime pozze d’acqua in campo e alcune trote fanno la loro comparsa all’Acquario Comunale Artemio Franchi

È solo il 17′ quando l’arbitro richiama i capitani e lancia la palla per vedere se ci sono le condizioni per continuare. Ad ogni piccolo rimbalzo, il pubblico esulta incitando la ripresa del gioco. Gavillucci sta per farsi convincere dall’euforia dimostrata, quando un luccio di dimensioni bibliche ingoia in un sol boccone il pallone che era rimasto a bordo piscina. Al 20′ la partita viene sospesaQualcuno dagli spalti se ne va. Altri, che avevano evidentemente previsto una simile eventualità, tirano fuori, da tasche nascoste, materiale di intrattenimento di vario genere, tra cui cuffie da pallanuoto, kajak, vele, trampolini e tavole da surf.

Sono le ore 21.26 e l’arbitro, assieme ai capitani e un piccolo staff tecnico, torna in campo per vedere se le condizioni sono migliorate. Di nuovo i lanci di rito, seguiti da altre grida di giubilo ad ogni rimbalzo. L’uomo del campo. ha detto “sì!”. Si riprende tra l’euforia generale. Peccato per quei tifosi giunti da Crotone che invece pensavano il contrario e che dopo aver fatto centinaia di chilometri, preso giorni di ferie ed essersi esposti a ettolitri di acqua piovana a torso nudo, stanno tornando a casa a colpi di ibuprofene.

Si riprende. Al 22′ Ilicic servito da Babacar ci prova, ma manca la porta. Sul rinvio è il Crotone stavolta a ricordarsi di tirare e lo fa con Trotta, ma Tatarusanu blocca senza problemi un diagonale senza pretese. Al 24′ la svolta: un cross apparentemente innocuo proviene da destra e il portiere viola si avventa sul pallone con troppa leggerezza, mancando la presa e lasciandosi sfuggire la palla di quei pochi centimetri che bastano a Falcinelli per insinuarsi e spingere la palla in rete con la punta del piede: doccia fredda per la Fiorentina. L’undici gigliato non ci sta e prova a replicare al 31′ con Tello che spreca da buona posizione. Da questo momento in poi è un susseguirsi di tentativi della squadra di casa di acciuffare il pareggio prima della pausa, ma tutto ciò che riesce a collezionare è solo una serie di cross sterili, qualche imbarazzante prestazione di Babacar e un tiro dal limite di Ilicic in pieno recupero.

SECONDO TEMPO – Si riparte con la Fiorentina che schiera Kalinic al posto di un invisibile Olivera e con la pioggia che non ha smesso un secondo di cadere. Il copione è prevedibile, assedio Viola e catenaccio Crotone con timidi tentativi di contropiede. Al 3′ Rohden fa venire i brividi alla Curva Fiesole con un pericoloso tiro sotto porta che va però a colpire uno sfortunato pescatore. Al nono minuto il croato neo entrato può concludere sotto porta, ma esita troppo e la difesa calabrese libera. Nel frattempo l’estremo difensore rossoblù non perde occasione per far scorrere il cronometro temporeggiando oltre il limite del buonsenso, prendendo esempio dal nostro presidente del Consiglio di fronte a domande poste in inglese.

Dobbiamo aspettare un terzo del secondo tempo per vedere Babacar spiccare un salto glorioso per colpire la palla e mandarla a fare compagnia alla sonda Schiaparelli, mentre Cordaz continua ad esibirsi in parate mirabolanti, su tiri di Vecino, Bernardeschi, Badelj e Ilicic che ci provano davvero da tutte le parti. L’assedio non da buoni frutti, neppure dopo numerose punizioni da fuori area capaci di generare solo futili conclusioni. Tutto il Crotone prende spunto dal proprio portiere e ad ogni rimessa in gioco fa scorrere l’orologio più del dovuto. L’arbitro non prende mai iniziative in merito e il tifo di casa gli lancia doverosi appellativi poco carini, riferiti in particolar modo a presunte frequentazioni promiscue da parte della moglie di lui.

Siamo quasi alla mezz’ora e l’unica cosa a cui sembrano interessati i giocatori viola è la scelta fra il the verde e l’earl grey che troveranno a fine match negli spogliatoi. Nel frattempo la difesa degli ospiti si dimostra più efficacie della Barriera del Trono di Spade e vanifica ogni tentativo Viola che non vìola la porta. Al 40′ un tap in nell’area piccola consegna la palla sui piedi di un Astori che non ha idea di come si sia trovato al posto giusto nel momento giusto e lo fa segnare, circondato da un coro assordante dei propri tifosi quasi rassegnati alla sconfitta.

Gli ultimi minuti sono molto intensi e c’è spazio per un fallo da rigore su Kalinic, non fischiato per presunto fuorigioco, un’ammonizione un po’ troppo severa per Vecino a causa di un inutile fallo a centrocampo e l’ultimo miracolo di Cordaz che a quanto pare è stato impossessato dallo spirito del russo Lev Jasin, portiere russo soprannominato Ragno Nero scomparso nel 1990.

La partita termina con il pareggio e la molta amarezza dei fiorentini che speravano nei 3 punti e che dovranno accontentarsi di non aver perso. Lo stadio si svuota. Le luci si spengono. Piove ancora, per la gioia di chi deve tornare a casa in scooter.

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