Afriqua – ALEPH (R&S Records, 2017)

Afriqua_Aleph-EP_20170913Aleph, fonte di ispirazione di artisti, poeti, matematici e teologi, la prima lettera dell’alfabeto ebraico (che poi, tecnicamente non è una lettera, bensì viene traslitterata con un apostrofo; lettera muta, è l’aprirsi della bocca che è pronta per emettere suono. E’ già “origine” di suo, già sufficientemente affascinante quanto basta per aver conquistato il cuore di molti studiosi. Origine, appunto, come questa uscito sancisce l’inizio della collaborazione tra l’artista Afriqua e l’etichetta R&S. Un’intricata sezione ritmica e una sfondo rumoristico suggestivo, sono le basi per questi quattro brani, in questo EP che dischiude un piccolo mondo oscuro ma che non necessariamente rinnega la potenza della luce. Senza dimenticare che questo è un Ep, e come ogni Ep, deve già essere un distillato di peculiarità.
Come dicevamo, questo Ep, costituito da 4 tracce, come sound ha davvero poco a che vedere con lo spirituale, o almeno, col sacrale. Parliamo di una sorta di techno/ambient che contraddistingue l’etichetta R&S , ma molto di più la succursale Apollo (e come sound suona come una sorta di Sebastian Mullaert influenzato da Alex Falk). La prima e l’ultima traccia sono difatti molto “techno”, sicuramente una techno soffusa, mentre le altre due centrali sono un’ambient downtempo che si fa rarefatto (in Sent, troviamo il morbido suono del Fender Rhodes, sicuramente più vellutata dell’etera Opferator). Ma il nocciolo del groove è proprio nella title track e in Thanksgiving.

L’etichetta belga ha costruito una collaborazione con l’artista berlinese e questo Aleph sembra l’inizio di uno stretto rapporto tra i due.

Riccardo Gorone

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