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sì comune unico Val di Bisenzio
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VAL DI BISENZIO – ‘Importante votare Sì al Comune Unico’

L’on. Morganti (Io Cambio) e Antonio Gambetta Vianna (Più Toscana/Nuovo Centrodestra) a sostegno del “sì” al Comune unico della Val di Bisenzio

VAIANO (Prato) – «Il voto di domenica per il Comune Unico è un’opportunità che in caso di un esito positivo porterebbe a notevoli risparmi. Un piccolo esempio? Solo per quanto concerne le Giunte comunali, il risparmio sarebbe di circa 100.000 euro l’anno, oltre alla possibilità di ottenere più finanziamenti regionali e statali». Ribadisce il proprio sì al Comune Unico della Val di Bisenzio  Claudio Morganti, vicesegretario di ‘Io Cambio‘ ed europarlamentare.

«Ne parlavo già nel 2010 – ricorda l’eurodeputato –, ma all’epoca il sindaco di Vaiano, Annalisa Marchi, e quello di Vernio, Paolo Cecconi, mi dettero di pazzo, asserendo che il futuro per loro sarebbe rappresentato dall’Unione dei Comuni che al contrario si è rivelato essere un altro carrozzone succhiasoldi. Adesso c’è un’opportunità da cogliere per poter ridurre i costi amministrativi e dare un colpo definitivo alla difesa dei propri orticelli di interesse e alla sovranità di potere degli amici degli amici. È l’ora di guardare al bene della comunità e non all’egoismo personale, vista anche la crisi economica che sta interessando in modo forte anche la nostra vallata. Infatti, oltre ai finanziamenti regionali e statali, che probabilmente arriveranno dalla fusione, ci sarà anche la possibilità di sforare il patto di stabilità. Una situazione, questa, che permetterebbe alla Val di Bisenzio di investire e crescere, oltre a far respirare i cittadini e le imprese».

L’europarlamentare si sofferma anche sul risparmio che si otterrebbe con il Comune Unico. «Avremmo un forte risparmio dei costi della politica –spiega Morganti – in quanto avremmo un solo sindaco e una sola giunta, anziché tre con un risparmio di circa 100.000 euro l’anno per quanto concerne le sole Giunte. Un Comune unico avrà, inoltre, un maggior peso nelle varie istituzioni regionali e statali, soprattutto per quanto riguarda l’ottenimento di ulteriori finanziamenti. È necessario sfruttare questa occasione, nella quale ci sono molte agevolazioni, per evitare di arrivare in un futuro, vista la situazione economica, ad una fusione obbligata dall’alto tramite qualche decreto legge». Infine, Morganti giudica la fusione di solo due Comuni «solo l’inizio di un iter, ma non una situazione ottimale in quanto l’obiettivo più vantaggioso è quello di un Comune Unico di tutta la vallata».

FUSIONE A 3 PIÙ CONVENIENTE – «Un Comune unico tra Cantagallo, Vaiano e Vernio è sicuramente la scelta più conveniente per i cittadini e per le casse comunali. Infatti, come afferma pure l’Irpet, ci sono quattro vantaggi dovuti alla fusione: benefici di natura strategica, distributiva, organizzativa e economica». È quanto afferma il capogruppo in Consiglio regionale di Più Toscana-Nuovo Centrodestra, Antonio Gambetta Vianna. «I vantaggi di natura strategica – spiega – sono dovuti al fatto che le maggiori dimensioni del Comune permettono una maggiore visibilità politica che si traduce in maggiori possibilità di ottenere risorse e interventi. I vantaggi di natura distributiva, invece, permettono di evitare la disparità di trattamento tra cittadini residenti in un contesto omogeneo, com’è quello della Val di Bisenzio, rendendo più affini i benefici e i costi a carico dei cittadini. Quelli di natura organizzativa permettono ai Comuni di più piccola dimensione di colmare il gap sulle dotazioni organiche e sulle competenze specialistiche, ma soprattutto permettono un notevole risparmio di spesa dai tagli alla duplicazione delle funzioni ridondanti».

Secondo l’esponente di Più Toscana/Nuovo Centrodestra, «in una società che guarda sempre più all’Europa e al mondo, porre come limite alla fusione la questione identitaria è soltanto una mossa propagandistica di chi non ha argomenti per contrastare un processo inevitabile la cui decisione, se non sarà presa dai cittadini attraverso il referendum, sarà sicuramente calata dall’alto nel giro di pochi anni. Oltre ai notevoli finanziamenti regionali e statali e alla possibilità di sforare il patto di stabilità, situazione questa che permetterebbe al Comune di Val di Bisenzio di crescere notevole e di far respirare cittadini ed imprese, la fusione permetterebbe un notevole risparmio dei costi della politica. Per fare un semplice esempio, in caso di fusione dei tre Comuni, il costo mensile della sola Giunta comunale sarebbe al massimo di 10.069 euro grazie a un sindaco unico e al massimo cinque assessori.

In caso di mantenimento di fusione a due – prosegue –, le indennità mensili di sindaci e assessori porterebbero a un totale di spesa massima di 17.878 euro visto che dovremmo pagare due sindaci e al massimo nove assessori. Mantenendo lo status quo, ossia i tre Comuni divisi, il costo dei tre sindaci e degli undici assessori (numero massimo) sarebbe di 18.762 euro. Nel caso di fusione a due e di mantenimento dello status quo, inoltre, dovremmo mantenere anche quel carrozzone chiamato Unione dei Comuni che, invece, sparirebbe proprio grazie al Comune unico che ne assumerebbe le varie funzioni senza alcuna duplicazione. E, secondo le stime medie dell’Irpet – conclude Gambetta Vianna –, per quanto riguarda i costi della burocrazia e, nello specifico, della “macchina comunale”, i valori di spesa per abitante potrebbero calare addirittura del 25%».

Redazione

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