Home / Firenze / FIRENZE – Unione Sindacale di Base contro la giunta Renzi
usb pubblico impiego
usb pubblico impiego

FIRENZE – Unione Sindacale di Base contro la giunta Renzi

Si è tenuto oggi pomeriggio l’incontro fra l’Amministrazione Comunale e la RSU

E’ stato un incontro pesante, nel corso del quale l’Amministrazione ci ha comunicato che sono state predisposte 3233 lettere di messa in mora per altrettanti lavoratori dell’Ente. Le cifre richieste ai lavoratori e alle lavoratrici variano da 100 € a oltre 18.000 € e sono riferite al periodo 2003 – 2012 e riguardano 9 diverse indennità che sono quelle per le quali era già stato sospeso il pagamento.

Dei 3233 lavoratori/trici coinvolti 1846 sono ancora in servizio, mentre gli altri non hanno più un rapporto di lavoro con il Comune di Firenze (pensionati, trasferiti, tempi determinati, ecc) . A coloro che avrebbero un cosiddetto “debito” fino a 100 € non arriverà comunicazione scritta, ma l’azione di recupero partirà dal mese di dicembre p.v. per gli altri ci sarà la messa in mora in modo formale con un piano di rientro massimo in 72 mesi.

I lavoratori e le lavoratrici colpite operano in quasi tutte le Direzioni, ma i più grossi addensamenti si trovano fra la Polizia Municipale e l’Istruzione. La procedura messa in atto è di una gravità assoluta e inaudita, infatti l’Amministrazione Comunale si erge a Giudice e condanna i lavoratori, ben prima che qualsiasi Corte abbia pronunciato una qualsivoglia sentenza! Dopo aver cancellato la produttività per il 2012, dopo aver tagliato dal mese di giugno l’indennità di turno agli asili nido, a partire da luglio l’Amministrazione ha intenzione di colpire i percettori di indennità di particolare responsabilità che riguardano in gran parte il personale amministrativo dell’Ente.

La scelta politica dell’Amministrazione Renzi è sempre più chiara: far pagare sempre gli stessi, che poi son quelli che mandano avanti i servizi e gli uffici e che hanno subito in questi anni fra mancati rinnovi contrattuali e tagli un forte impoverimento delle loro retribuzioni, mentre permangono invece i privilegi dei non pochi assunti a chiamata e non. Al di là delle azioni di difesa legale che verranno messe in atto per bloccare la messa in mora, occorre una presa di posizione forte che veda tutti i lavoratori e le lavoratrici (e non solo un avanguardia) attivi e determinati per difendere la professionalità, il salario e i diritti ormai troppe volte calpestati da questa Amministrazione.

fonte: USB Pubblico Impiego