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Una petizione per dare voce alla lingua italiana dei segni

FIRENZE – I ragazzi di Radio Kaos ItaLis, tutti con meno di 30 anni e che hanno creato un progetto radiofonico di integrazione tra sordi e udenti, hanno presentato una petizione on line su Change.org al grido “Siamo sordi, non possiamo sentirti, ma tu parla della nostra lingua. Sostieni la LIS, la lingua italiana dei segni, firmando la petizione #iosegno”. Una petizione che ha visto il sostegno anche del cantante Daniele Silvestri.

Come spiegano questi ragazzi nel loro documento su Change.org, «noi sordi abbiamo una lingua senza voce [che] non è riconosciuta ufficialmente nel nostro Paese. Eppure la LIS rende possibile la comunicazione tra sordi e udenti».

Nel 2006, la convenzione dell’Onu sui diritti delle persone con disabilità riconosceva la Lis promuovendone l’acquisizione e l’uso, ma l’Italia (e non è una novità) è rimasta indietro pure in questa cosa che abbatterebbe una barriera nella comprensione tra chi è affetto da ipoacusia e gli udenti.

«Il riconoscimento della LIS come una vera e propria lingua – spiegano – garantirebbe la libertà di un sordo di scegliere come comunicare ed integrarsi: un effettivo e illimitato accesso all’informazione, alla comunicazione, alla cultura, all’educazione, ai servizi, alla vita sociale, lavorativa e perfino ricreativa; un’equa rappresentazione politica e giuridica, l’accesso all’istruzione… la dignità».

Ma perché la LIS è così importante? «Ci è capitato – concludono i ragazzi di Radio Kaos ItaLis – di dover affrontare diversi problemi dovuti al non riconoscimento della LIS, come non avere la possibilità di poter spiegare al pronto soccorso i nostri problemi di salute o dover trascorrere anni a scuola senza un’assistente alla comunicazione».

Marco Gargini

Già firma de “il Corriere di Firenze”, “il Nuovo Corriere di Prato”, “il Vostro Quotidiano”, ha collaborato anche con “ItaliaCalcioa5.it”. È stato radiocronista per “Radio Antenna Toscana 1” e “Radio Bruno” e inviato sui campi dilettantistici di calcio a 5 per “Rete 37”. Appassionato di sport e catalanista, nel 2010 è stato nominato ambasciatore in Toscana per la Plataforma Pro Seleccions Esportives Catalanes.