Home / Ambiente e Agricoltura / TOSCANA – Il ritorno del falco pescatore
Torna il falco pescatore nelle aree palustri della Toscana
Torna il falco pescatore nelle aree palustri della Toscana

TOSCANA – Il ritorno del falco pescatore

Torna per mettere su casa. Non tornava in Toscana dal ‘29, quando lo videro nidificare sull’Isola di Montecristo; l’ultimo in Italia fu visto nel ’69 in Sardegna poi in Sicilia.Un pescatore molto esigente, questo, che per mettere su casa ha bisogno dei giusti alberi e del giusto cibo: è il Pandion haliaetus, o falco pescatore, un grosso rapace che può arrivare a due kg di peso e quasi  due metri di apertura alare.

Un tempo molto comune nelle nostre paludi, ha vissuto negli ultimi secoli una progressiva estinzione nelle nostre terre a causa dell’antropizzazione del suo habitat: bonifiche delle paludi, deforestazione e abbattimento degli alberi ad alto fusto su cui nidifica e soprattutto uso intensivo di fitofarmaci in agricoltura e sostanze inquinanti in generale nelle acque. Il pescatore infatti, è al vertice della catena alimentare di cui fa parte,  e poiché ogni preda della catena mangia ed accumula queste sostanze nocive e diventa a sua volta preda di un altro predatore,  chi sta al vertice ha la concentrazione massima di inquinanti e la natura può adottare ben poche strategie di adattamento. Diventa così l’anello più debole della catena, per quanto il superiore.

Grazie però ad uno sforzo congiunto tra i parchi regionali della Maremma e dell’Arcipelago Toscano e le associazioni ambientaliste, tramite una serie di accorgimenti atti a ricreare un ambiente naturale favorevole alla riproduzione del falco, tra cui l’installazione di piattaforme  aeree per la nidificazione nei parchi, sul modello di quanto in Corsica avviene da anni, il falco pescatore è tornato a nidificare in Toscana: avvistamenti sono segnalati fino dal 2011 in Maremma, dove vicino ala foce dell’Ombrone una coppia di falchi aveva dato alla luce due pulcini,  e adesso nel Parco di Migliarino-Massaciuccoli-San Rossore. Il parco è visitabile con guide o da soli, lungo un ampio territorio di 230.00 ettari prevalentemente a pineta e palustre  in cui si snodano sentieri, ippovie, adesso visitabili anche con il simpatico servizio di tour in carrozza,  piste ciclabili canali navigabili con appositi servizi di battello.

Carlo Casini

Giornalista pubblicista, collabora con varie testate e siti come ChiantiSette, BisenzioSette , Isolottolegnaia.it. Sociologo di formazione ed esperto intervistatore, ha lavorato nel mondo della ricerca sociale, del terzo settore e della comunicazione, ma anche nell'ambito agricoltura, ambiente e venatoria. È stato collaboratore direttivo per la Regione Toscana e ha collaborato con Caritas, Mcl, Noi. È innamorato della propria terra, ama il contatto con la natura , riscoprire angoli dimenticati e tradizioni.