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radiografia cranio

SANITÀ – Lazzeri (Ncd): ‘Radiografie più care all’Asl che dal privato’

VIAREGGIO (Lucca) – «Intramoenia più cara del privato? La Regione, per quanto di sua competenza, deve porre controlli e correttivi per verificare l’assoluto rispetto delle prescrizioni di legge sulle attese ma anche limitare l’attività intramuraria qualora le liste superino gli standard previsti a livello regionale». E’ la dichiarazione del consigliere regionale Ncd e membro della IV commissione Sanità, Gian Luca Lazzeri.

«Il caso riportato dal Tirreno di un paziente dell’Asl 12, al quale per una radiografia in regime intramurario sono stati chiesti 100 euro a fronte dei 52 di una struttura privata, non è l’unico in Toscana. Rivolgendoci al Cup – sottolinea – dobbiamo far fronte a una lista d’attesa spesso lunga, mentre in regime “semi-privato” l’appuntamento arriva nel giro di pochissimi giorni addirittura con lo stesso medico e nello stesso locale. Ma la differenza sostanziale è che si paga di più per prestazione che dovrebbero già essere garantite da tasse e ticket sul sistema sanitario regionale.

A far balzare agli occhi l’importanza di un’inversione di tendenza sono i dati che a gennaio 2014 abbiamo portato come esempio del “rischio disfunzione” all’interno del sistema sanitario regionale: l’intramoenia cioè rischia di fare guadagni maggiori in presenza di liste d’attesa più lunghe. Basti pensare che nel 2012 il saldo attivo dell’intramoenia dell’Asl viareggina è stato di 252.431 euro e i ricavi (cioè quanto speso dai cittadini del territorio dell’azienda sanitaria nel regime intramurario) è stato di 6.220.068, una cifra in linea con quella del 2012 quando i ricavi furono 6.358.669.

Non ci stancheremo mai di dirlo: i ricavi dell’intramoenia devono essere impiegati più incisivamente per innalzare i tetti di spesa della diagnostica privata e finanziare un piano di rientro sulle liste di attesa che permetta di tenere aperte le macchine pesanti della diagnostica strumentale (tac, risonanze e raggi x) anche in orario serale.

Ma la parte maggiore la deve fare la Regione che non deve lasciare sole le aziende sanitarie. Come? Monitorando e regolamentando con norme uniche la proporzione fra prestazioni istituzionali e intramurarie sia a livello individuale che di reparto. Chiediamo inoltre – conclude – che la proporzione sia legata allo stato di efficienza delle aziende, al momento infatti il rapporto fra prestazioni istituzionali e quelle in regime intramoenia è al 50%: il nostro obiettivo invece è che dove le liste d’attesa sono più lunghe l’intramoenia non superi il 10%».

fonte: PT/Nuovo Centrodestra, Gruppo Consiliare in Regione

Redazione

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