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Aeroporto di Firenze
Aeroporto di Firenze

PRATO – ‘Il sistema aeroportuale toscano: quale sviluppo?’

Aeroporti: il punto di vista dei tecnici nel convegno Il sistema aeroportuale toscano: quale sviluppo?, tenutosi ieri a Prato

Si è tenuto ieri il convegno  Il sistema aeroportuale toscano: quale sviluppo?, organizzato dalla Federazione Regionale degli Ordini degli Ingegneri della Toscana, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Prato e Unione Industriale Pratese; nel pomeriggio invece  la tavola rotonda con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, i sindaci di Pisa Marco Filippeschi e di Prato Matteo Biffoni, l’assessore al lavoro del Comune di Firenze Federico Gianassi e il presidente dell’Unione Industriale Pratese Andrea Cavicchi.

“Lo spessore degli interventi e l’attenzione suscitata dai contenuti che ne sono emersi ha confermato l’opportunità del taglio che abbiamo voluto dare a questa giornata – spiega Patrizio Puggelli, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Prato – Siamo partiti dalla considerazione che un tema così complesso non può e non deve essere affrontato da punti di vista parziali o peggio ancora di campanile. I fattori in gioco sono tanti: l’ambiente, gli insediamenti umani, l’economia, tutti importanti e degni della massima attenzione. Così come sono molteplici le implicazioni dal punto di vista infrastrutturale: gli aeroporti devono essere raggiungibili in maniera razionale, efficiente e col minor impatto possibile. Solo tenendo ben presenti tutti gli elementi in gioco, con rigore scientifico e logiche non di breve respiro, i decisori pubblici possono assumere orientamenti davvero coerenti con il bene della comunità.”

“Come Unione Industriale Pratese guardiamo con grande interesse alle possibilità di sviluppo del sistema aeroportuale toscano – aggiunge il presidente dell’associazione Andrea Cavicchi – Al di là degli strumenti tecnici da adottare, alla cui individuazione un convegno come questo fornisce elementi conoscitivi preziosi, l’input da parte nostra va nel senso del potenziamento della situazione attuale. I motivi sono legati non solo al supporto diretto che un miglior servizio trasporti aereo può portare all’economia locale, ma anche a considerazioni di carattere strategico e generale. Lo studio della relazione fra presenza di un aeroporto e sviluppo economico di un’area porta alla quantificazione di 1000 occupati, fra diretti ed indiretti, per ogni milione di passeggeri. Uno studio della Scuola Superiore Sant’Anna ha valutato addirittura in 3.800 occupati l’impatto dei 3 milioni di passeggeri che si sono aggiunti al Galilei nel decennio 2001-2011 (da 1,4 a 4,5 milioni). Per Firenze, se si andasse verso l’auspicato sviluppo si potrebbero avere da 2.000 a 5.000 occupati in più. Ma i benefici sono anche di altra natura: aumento dell’export e del Pil, favorendo i settori a più elevata mobilità che sono poi anche quelli a più alta specializzazione; aumento dei consumi; risparmi sui costi necessari per raggiungere scali più lontani.”

Il primo intervento tecnico della mattinata è stato quello di Lorenzo Domenichini, ordinario di costruzioni di strade, ferrovie ed aeroporti dell’Università di Firenze, che ha fatto il punto sullo stato ad oggi del sistema aeroportuale toscano, fornendo i dati relativi. Pur contando in totale 8 aeroporti, la Toscana ha in Pisa e Firenze i perni del proprio trasporto aereo: gli altri 6 infatti (Marina di Campo alI’isola d’Elba, Grosseto, Siena-Ampugnano, Massa-Cinquale, Lucca-Tassignano e Arezzo-Molin Bianco) hanno funzioni per lo più charter, commerciali o di protezione civile e movimentano annualmente meno di 20.000 persone. Ben altri i numeri di Pisa, con i suoi 4,5 milioni di passeggeri, e di Firenze, a quota 2 milioni (dati 2013). Domenichini ha anche tracciato il quadro delle piste (le due di Pisa, una di quasi 3000 metri e l’altra di oltre 2700 metri, e l’unica di Firenze, inferiore ai 1700 metri) e dei collegamenti, citando il people mover in costruzione a Pisa ma anche le connessioni con la Firenze-Pisa-Livorno e la A12 e, riguardo a Firenze, la linea tramviaria in costruzione con la stazione ferroviaria di Firenze S. Maria Novella e la buona collocazione rispetto alle autostrade. Inoltre il profilo dei due scali, più turistica e legata ai voli low cost Pisa, più affari (ma anche finalizzata agli week end turistici) Firenze. Degno di nota l’incremento di traffico di entrambi gli scali, superiore come media alle realtà aeroportuali delle altre regioni italiane.

Altro intervento tecnico quello di Angelo Pezzati, presidente del Collegio degli ingegneri ferroviari italiani sezione Toscana. Il suo contributo, incentrato sui collegamenti ferroviari con gli aeroporti toscani, ha passato in rassegna la situazione attuale ed evidenziato le opportunità di potenziamento del servizio, in buona parte già oggetto di progettazione. Il quadro attuale non è dei migliori: la tratta ferroviaria Firenze-Pisa aeroporto (70 km in linea d’aria) richiede 60’ e addirittura 1h20’ ​quella Prato-Pisa aeroporto (60 km in linea d’aria) via Lucca; da segnalare comunque anche le opportunità di trasporto via bus e la tramvia T2 fiorentina. Pezzati ha portato l’esempio ben diverso di Oslo, il cui aeroporto è a 50 km dal nucleo urbano ma è raggiungibile in 30’ con treni programmati ogni 25’; ha citato possibili migliorie legate ad interventi sulle linee e all’uso di materiale ferroviario più moderno ed efficiente. Soprattutto si è soffermato sul raddoppio della linea Pistoia-Montecatini, già progettato, stimato 200 milioni e realizzabile in 5 anni; sulla velocizzazione della tratta Pescia-Altopascio, anche questa già progettata e stimata in un costo di 50 milioni; sul raddoppio della Montecatini-Lucca, progettato solo in parte e stimato 100 milioni. Pezzati ha insistito sul principio secondo cui le migliorie proposte porterebbero ad una contrazione dei tempi di percorrenza ma soprattutto alla ben più interessante possibilità di maggiore frequenza ed affidabilità dei convogli. Ad esempio, Firenze-Pisa potrebbe essere coperto da 2 treni all’ora in 35’-40’. Pezzati ha sostenuto che le scelte devono essere sviluppate e perseguite migliorandole nel tempo e che i viaggiatori apprezzano fortemente collegamenti frequenti ed affidabili; occorrono, ha sottolineato, scelte ed investimenti.

Assente per ragioni personali Enrico Becattini, direttore generale politiche mobilità, infrastrutture e trasporto pubblico locale della Regione Toscana, ha chiuso la mattinata Roberto Naldi, Ceo di Corporacion America Italia srl.

Il convegno “Il sistema aeroportuale toscano: quale sviluppo?” si è avvalso del contributo di Banca Popolare di Vicenza e CAP Autolinee.

Redazione

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