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Politica e ideologia di genere nelle scuole: la risposta che ha giustificato le nostre preoccupazioni

Politica e ideologia di genere nelle scuole: la risposta che ha giustificato le nostre preoccupazioni

Alla luce dell’attenzione sollevata dal nostro comunicato, desideriamo anzitutto ringraziare i tanti genitori che, privatamente e non solo, ci hanno rivolto parole di gratitudine, confessando i loro timori e la loro assoluta ignoranza circa le iniziative denunciate .

Siamo grati anche alla vice-presidente della Provincia per la sua risposta. A dispetto di quanto dichiarato dalla dott.ssa Ducci, non era ovviamente nostra intenzione mettere in discussione un modello educativo che presti una sacrosanta e dovuta attenzione a quella parità fra uomo e donna che consideriamo una grande conquista del nostro occidente. La nostra preoccupazione – lo recitava chiaramente il comunicato – era quella di mettere in guardia sui doppi fini che talvolta rischiano di caratterizzare certe attività.

Cosa ha a che vedere con gli obiettivi dei finanziamenti (combattere disparità e pregiudizi) un disegno, fatto alla lavagna davanti a disorientati bambini delle classi medie (delle medie, vicepresidente, delle medie!), che cerchia i genitali e il cervello, spiegando che sesso e genere sono cose diverse (la foto è stata scattata lo scorso anno da un docente durante il progetto di una delle associazioni che anche quest’anno ha vinto il bando)? È così che si combatte la violenza sulle donne? Non è, addirittura, proprio “scollegando” i genitali dal cervello che si legittima, in tema di educazione sessuale, una preoccupante deriva materialista? È forse spiegando che due babbi possono avere un figlio che si evitano le violenze fra le mura domestiche che la vice-presidente ricorda, quasi a sottolineare una nostra indifferenza a certi crimini?

È veicolando potenziali messaggi di parte che si persegue un interesse comune? Davvero non capiamo.

Ed è un peccato che si sia preferito dare una comoda e caricaturale lettura delle nostre osservazioni, piuttosto che restare nel merito delle stesse. Nessuno, naturalmente, ha avanzato dubbi sulla legittimità degli atti (avremmo scritto alla Procura, non ai media): sappiamo, e lo si legge nel comunicato, che i progetti hanno vinto un regolarissimo bando e che quei fondi sono altrettanto regolarmente concessi dalla Regione.

Le nostre sono osservazioni legate alla sostanza, non alla forma: la sostanza di finanziamenti comunque generosi (almeno per le ore di attività che assicurano); la sostanza di fini che si prestano a facili equivoci (quand’anche non a battaglie squisitamente politiche) e che hanno permesso di utilizzare i percorsi per praticare un indottrinamento che poco a che vedere con le pari opportunità (la foto parla da sola); la sostanza della poca trasparenza che ha comunque contraddistinto l’introduzione dei progetti (perché non sono reperibili? Perché, fino ad oggi, non si è data pubblicità agli accordi tra enti menzionati? Perché un così modesto, se non nullo, coinvolgimento dei genitori?); più in generale, la sostanza delle discutibili priorità perseguite dagli enti locali in tema di educazione (i 327 euro all’ora stanziati per queste attività non suonano stonati in questi tempi di crisi, specie dinanzi ai serbatoi degli scuolabus dichiarati vuoti da certi comuni?). Questo era il merito e su questo non abbiamo ricevuto risposta. Anzi: proprio il silenzio, che in nulla ci soddisfa, ci pare tremendamente eloquente.

 fonte:

Forum delle Associazioni Familiari – Arezzo, forumfamigliearezzo@gmail.com

A.Ge., Associazione Italiana Genitori – Arezzo

Associazione Casa Betlemme

Associazione Nazionale Famiglie Numerose – Arezzo

Centro di Aiuto alla Vita

C.I.F., Centro Italiano Femminile – Arezzo

Manif pour tous – Arezzo

Redazione

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