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Ospitalità Alternativa – Accordo tra AirBnb e Comune di Firenze sia esteso a tutti. Far emergere il sommerso

Accordo Comune di Firenze– AirBnb, Ospitalità Alternativa: “L’accordo sia esteso a tutti. Serve una nuova legge per far emergere il sommerso”. Il portavoce della community Lorenzo Fagnoni risponde a Federalberghi “Non è lo stesso mercato”

 “Siamo soddisfatti dell’accordo fra il Comune di Firenze e AirBnb constatando che l’amministrazione fiorentina ha saputo ben interpretare l’importanza economica e sociale del fenomeno delle locazioni turistiche. Vogliamo però ricordare che Airbnb è soltanto un portale web che i singoli proprietari e professionisti del settore utilizzano come strumento per commercializzare le locazioni turistiche. Sarebbe quindi auspicabile, allo scopo di  poter coinvolgere tutti, che l’accordo venisse esteso a tutti i portali analoghi a AirBnb.” E’ quanto dichiarato da Lorenzo Fagnoni, portavoce della Community Ospitalità Alternativa (www.ospitalitaalternativa.it) in merito all’accordo siglato ieri fra Comune di Firenze e AirBnb sul pagamento della tassa di soggiorno.

A questo proposito voglio inoltre specificare che i professionisti, che rappresentano il 50% degli aderenti alla nostra community, già da ottobre 2014 sono sostituti d’imposta sulla tassa di soggiornoe la nostra proposta è quella di estendere la possibilità di poterlo fare anche per la cedolare secca cui sono tenuti i proprietari delle case per cui svolgiamo il ruolo di intermediazione. La nostra proposta normativa – spiega Fagnoni – vuole replicare quanto già avvenuto in Veneto, unica Regione nel 2015 che ha superato la Toscana sull’aumento dei flussi turistici con una legge in grado di far emergere il ‘sommerso’ che da noi rischia di rimanere tale. Se la Regione dovesse approvare una legge regionale sul turismo miope e indirizzata a limitare eccessivamente le locazioni turistiche si correrebbe il rischio un aumento del sommerso e un rallentamento dei flussi turistici verso la Toscana quando l’obiettivo dovrebbe essere esattamente il contrario.”

“Con questo accordo – conclude  Fagnoni – si sottolinea ancora una volta la necessità di riformare la normativa evidenziando le differenze con le forme ricettive tradizionali. Colgo quindi l’occasione per replicare a Federalberghi che con la dichiarazione “stesso mercato, stesse regole” sembra non aver colto una sostanziale differenza fra la nostra attività e quella delle strutture alberghiere: non si tratta dello stesso mercato in quanto la nostra offerta non prevede servizi alla persona ed è quindi una forma di accoglienza alternativa rispetto agli alberghi. Mettere un mocio in un appartamento non equivale a fare il servizio di pulizia dei locali.”

Redazione

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