Londra – Ambientalisti, vegetariani e attivisti per i diritti animali fanno il tifo per un hamburger da 250mila euro

Viene da chiedersi come sia possibile che vegani, vegetariani, ambientalisti ed attivisti affini di vario genere aspettino con ansia la grigliata che si terrà alla fine del mese di giugno nella città sul Tamigi, per non parlare poi di ciò che potremmo immaginare pensando ad un hamburger da un quarto di milione di euro ed alle sue dimensioni.

Non c’è da temere, il mondo non ha deciso di prendere una piega di deriva ancora più marcata della norma. Qualcuno ha solo avuto l’idea – piuttosto brillante -di costruire in vitro, con strumenti da laboratorio, della vera, succulenta, gustosa carne animale. La carne artificiale – che gli scienziati sono riusciti a creare per la prima volta lo scorso inverno, sotto forma di strisce di bacon – non ha nulla a che fare con i surrogati e le brutte copie vegetali che – parlo per i carnivori – siamo abituati a vedere nei piatti dei più intransigenti vegetariani. Questa carne nasce completamente artificiale assemblando pezzo dopo pezzo vere cellule animali recuperate senza nuocere ad alcun essere vivente.

“La carne in vitro garantisce alle persone la possibilità di poter mangiare carne in modo etico; – ha dichiarato  Lindsay Rajt, direttrice delle campagne PETA negli Stati Uniti –   le cellule necessarie per produrre carne artificiale possono essere raccolte senza ferire alcun animale, ed un processo commerciale di produzione di questa carne potrebbe potenzialmente salvare miliardi di animali ogni anno dagli abusi subiti  nelle  fabbriche- fattorie ed infine dal massacro”.

L’evento in via di organizzazione a Londra è stato concepito da New Harvest , un’organizzazione non profit che si occupa di aumentare la consapevolezza della popolazione americana  riguardo le alternative alla carne prodotta convenzionalmente,e che fornisce inoltre fondi e supporto ai ricercatori che operano per tali fini.

Isha Datar, direttrice esecutiva di New Harvest , è tra quelle persone che sperano che l‘Hamburger di Londra possa portare alla raccolta di un maggior numero di fondi finalizzati allo sviluppo di nuove migliori tecniche  di produzione della carne artificiale.

“La carne come la conosciamo noi è nemica dell”ambiente – ha dichiarato Datar in un’intervista rilasciata al programma della  CBC The Current. “Una gran parte dela terra coltivabile è utilizzata oggi per far crescere le derrate alimentari destinate alle bestie da macello , piuttosto che per coltivare  cibo per le persone. In termini di sicurezza del cibo, questo non è certo il migliore dei metodi”, ha proseguito la Dalton, che ha poi ricordato come gli allevamenti per come sono oggi concepiti sono anche causa di malattie epidemiche e nuove, varie, forme di influenza.

Membro essenziale della squadra che porterà a compimento  l’incredibile Grigliata è Mark Post, un fisiologo dell’ Università di Maastricht, che ha cresciuto di persona la carne da cuocere durante l’evento, una svizzera da 140 grammi di carne che ha tenuto  impiegato Post in due anni di ricerche  per un costo di 338 000 dollari americani (circa 250 mila euro). Il suo lavoro ha portato al pettine alcune questioni spinose, prima tra tutte l’elevatissimo costo di produzione, che per essere abbassato richiederà ancora probabilmente alcuni anni di ricerche e migliorie tecniche.

Sempre secondo Isha Datar siamo all’alba di un futuro in cui le tecniche di crescita della carne in provetta saranno così avanzate che potrebbe persino  essere possibile produrne nelle nostre case, o in un bio-reattore all’interno di un ristorante. “Forse sarà come con la birra artigianale in certi pub, e i ristoratori potranno fornire la loro carne “della casa” – ha detto – e ciò è percepito come artigianato, unico ed eccitante”.

Non mancano alcune voci fuori dal coro, come ad esempio quella dello Chef Michael Noble, proprietario del lussuoso NOtaBle Restaurant a Calgary, secondo cui non è possibile che si riesca a restituire in laboratorio il sapore che Madre Natura e l’Universo danno alla carne. Mark Post ammette infatti che nessuno conosce come le condizioni in cui la carne artificiale viene cresciuta influenzino il suo gusto, così come nessuno sa bene come funzioni il gusto stesso della carne, tanto da arrivare al punto di offrire una ricompensa da un milione di dollari all’equipe di scienziati che riuscirà a crescere artificialmente della carne al sapore di pollo.

Neil Stephens, professore all‘Università di Cardiff nel Galles, ha studiato i problemi etici e culturali che sono nati attorno alla carne artificiale, ha dichiarato come secondo lui sia necessario e fondamentale un grande sforzo per far si che la carne in provetta riesca a rimpiazzare il mercato della carne convenzionale, e che questo non è qualcosa che gli scienziati hanno il potere di prevedere o controllare.

“E’ qualcosa che ognuno di noi, attorno al mondo, dalle compagnie produttrici ai consumatori, deve decidere.”

 

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