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La rossa Toscana diventa sempre più bianca. Renzi sbaraglia Bersani

Domenica il ballottaggio per decidere il candidato premier del Centrosinistra. Chiaro messaggio degli elettori toscani alla nomenklatura del Partito Democratico

FIRENZE – Alla fine fu ballottaggio. Pier Luigi Bersani non ce l’ha fatta a vincere le primarie al primo turno. Matteo Renzi, infatti, grazie soprattutto alla “sua” Toscana, ha costretto il leader nazionale del Pd al secondo turno, in programma domenica 2 dicembre. È proprio nelle cosiddette roccaforti rosse che è venuta fuori l’anima bianca del Partito Democratico. In Toscana, Renzi sfiora quota 52% mentre Bersani va di poco oltre il 36%.

Nelle zone “bulgare” come, per esempio, Castelfiorentino, Renzi troneggia con oltre il 61% dei consensi e la spunta pure nella operaia Pontedera, patria dell’amico-nemico presidente della Regione, Enrico Rossi, col 49,5% dei voti. A Grosseto, Bersani prende il 35,5%, mentre Renzi arriva addirittura al 48%. A Livorno e Massa-Carrara, invece, Bersani guida rispettivamente col 48% e il 47% contro il 35% di Renzi.

Nelle zone più bianche, o ex rosse, il sindaco fiorentino supera il 50% a Lucca, Siena, Pistoia e Prato, dove sfiora il 57%, mentre ad Arezzo arriva addirittura al 62%. A Firenze, il sindaco conferma la propria leadership ottenendo circa il 55% dei consensi.

La vittoria di Renzi in Toscana è un chiaro messaggio al Pd che in riva all’Arno è sicuramente il più forte d’Italia. Nella regione medicea, a farla da padrona è la volontà di rottamazione dell’attuale nomenklatura del partito. E, a pochi mesi dalle elezioni Politiche e con alle porte la stagione congressuale, l’affermazione renziana nell’ex Granducato dovrebbe far suonare qualche campanello di allarme a Bersani e compagni.

Redazione

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