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CNA - Confederazione Nazionale Artigianato e Piccola e Media Impresa

La crisi dell’artigianato in Toscana secondo CNA

Giovan Battista Donati, Presidente Confartigianato Imprese Toscana, si esprime così sulla grave crisi che ha colpiti l’artigianato Made in Tuscany

Sono così tanti anni che parliamo di crisi che ormai sarebbe opportuno parlare apertamente di recessione. La crisi è, per definizione, transitoria, ma l’artigianato toscano è in recessione dal 2008 ed in difficoltà dal 2002: è ormai più di un decennio che le piccole imprese vivono situazioni di difficoltà. Nell’ultimo quinquennio la crisi ha colpito così duramente il sistema produttivo che alcuni settori, come le costruzioni, sono stati drasticamente ridimensionati; gli altri, tranne poche eccezioni, hanno comunque subito pesanti contrazioni.

E anche il rapporto sull’artigianato toscano che presentiamo questa mattina non mostra certo dati confortanti: calo del fatturato, moria di imprese, investimenti scarsi o inesistenti. Soffrono meno le aziende più strutturate che operano sul mercato estero, ma sono una minoranza. E anche se la dimensione aziendale si conferma un fattore importante per contrastare il ciclo economico negativo, le aziende più strutturate limitano solamente le perdite.

Il quadro che emerge dall’analisi congiunturale dell’Osservatorio regionale sull’artigianato toscano richiede una terapia d’urto, in caso contrario il rischio è proseguire nella rilevazione di dati negativi fino al drastico ridimensionamento del sistema produttivo regionale. Lo snellimento deciso degli oneri burocratici, la riduzione del carico fiscale, il pagamento dei debiti che le imprese vantano nei confronti della pubblica amministrazione, l’accelerazione delle opere pubbliche sono le scelte inevitabili che il Governo nazionale deve perseguire con rapidità e decisione, ma anche il Governo regionale può svolgere la sua parte.

Per quanto concerne le competenze più tipiche della Regione Toscana, chiediamo che si proceda il più velocemente possibile nella cantierizzazione delle opere pubbliche e nell’utilizzo dei Fondi residui per gli incentivi pubblici rivolti alle reti, per l’internazionalizzazione e l’innovazione.

fonte: CNA