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Italia-Albania, testimonianza della carenza nei controlli

FIRENZE – Dopo aver visto quanto successo domenica a San Siro duranteItalia-Croazia e con gli occhi i fatti di Marassi in occasione di Italia-Serbia mi sono domandato come fosse possibile che venissero introdotti negli stadi fumogeni, grossi petardi e cose del genere. Dopo i fatti di domenica a Milano c’è chi, tra le forze dell’ordine, ha dato la colpa alle dimensioni limitate di alcuni fumogeni, introdotti non solo dai croati, ma anche da italiani conniventi con gli slavi. Cose di piccole dimensioni che possono essere imboscate senza troppi problemi. Personalmente, vengo da una realtà (Prato) in cui, anche se sei giornalista, vieni rivoltato come un calzino. Poche settimane fa non volevano nemmeno farmi entrare con una bottiglietta d’acqua, strumento per me di vitale importanza visto che faccio anche il telecronista. Il tutto si risolse lasciando allo steward il tappo. Ma, pensandoci bene, qualora fossi stato un teppista, avrei potuto lanciare ugualmente la bottiglietta anche senza tappo. Certo, a Prato vanno allo stadio circa 1.500 persone, un numero molto esiguo rispetto alle gare della Nazionale. Ma, comunque, mi sono domandato in questi giorni: com’è possibile che a Genova contro la Serbia e a Milano contro la Croazia sia entrato di tutto?

Parziale risposta a questa domanda l’ho ottenuta martedì sera, in occasione di Italia-Albania. È vero che il pubblico albanese (sempre civilissimo) non è assolutamente paragonabile a quello serbo né a quello croato, ma è altrettanto vero che i controlli sono stati davvero scadenti. Avrei potuto ottenere facilmente l’accredito stampa, ma, dato che gran parte dell’incasso sarebbe finito alla popolazione ligure colpita dalla tragedia dell’alluvione, mia moglie (giornalista) ed io abbiamo deciso di acquistare il tagliando. Apro una piccola parentesi sull’acquisto dei biglietti. Il costo del tagliando per il settore distinti in prevendita era di 14 euro (12,50 euro il biglietto + 1,50 euro di costi di prevendita): noi l’abbiamo pagato 16,50 perché il rivenditore abilitato TicketOne a Firenze per ogni biglietto fa pagare 2,50 euro in più come costo del disturbo. Non so quanto sia eticamente e legalmente corretto (anche se ha fatto lo scontrino), ma la legge del mercato impone anche di far buon viso a cattivo gioco.

Tornando alla partita, siamo andati ad assistere a Italia-Albania come semplici tifosi. E come semplici tifosi ci aspettavamo una miriade di controlli. Passati dal tornello intorno alle ore 20, uno steward ferma mia moglie per chiederle il documento, che però avevo io insieme al mio. Quando arrivo, lo steward mi dice: “basta che mi fai vedere il tuo e potete andare, visto che siete insieme”. Gli mostro la mia carta d’identità e entriamo tranquillamente. È da notare che io avevo un piumino con varie tasche, oltre ai jeans e a una felpa con altre tasche. Avrei potuto imboscare di tutto e non sono stato nemmeno perquisito. Lo stesso mia moglie, con l'”aggravante” di avere la borsa che non è stata nemmeno aperta dallo steward. Avremmo potuto nascondere nella borsa una bomba carta e nessuno se ne sarebbe accorto.

Andiamo, così, nel nostro settore (nel secondo anello), ma in seguito, visto che a Genova abbiamo incontrato lo zio di mia moglie, siamo saliti al terzo anello per raggiungerlo, nonostante il biglietto nominale imponesse di rimanere al secondo. Nessun controllo pure in questa occasione e così abbiamo seguito la partita pacificamente dal terzo anello, mescolati tra italiani (davvero pochi) e albanesi (la stragrande maggioranza). Ripeto, è vero che gli albanesi non sono i serbi né i croati, ma la prossima volta non ci lamentiamo se le partite vengono sospese perché i teppisti provenienti da altri Paesi mettono a ferro e fuoco i nostri stadi. Il servizio di controllo è stato davvero molto carente. La dimostrazione è stata anche nei petardi scoppiati allo stadio e nei fumogeni accesi (ma mai lanciati verso il campo, segno di estrema civiltà da parte del pubblico albanese), e nell’occasione delle tre pacifiche e pittoresche invasioni di campo. Ci è voluta la terza invasione di campo per far disporre gli steward sotto la Gradinata Nord…

Marco Gargini

Già firma de “il Corriere di Firenze”, “il Nuovo Corriere di Prato”, “il Vostro Quotidiano”, ha collaborato anche con “ItaliaCalcioa5.it”. È stato radiocronista per “Radio Antenna Toscana 1” e “Radio Bruno” e inviato sui campi dilettantistici di calcio a 5 per “Rete 37”. Appassionato di sport e catalanista, nel 2010 è stato nominato ambasciatore in Toscana per la Plataforma Pro Seleccions Esportives Catalanes.