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ISTIA D’OMBRONE – Sempre più freqeunte l’attacco dei lupi in Maremma, è emergenza per gli allevatori.

Tre pecore  e due agnellini trucidati, altri tre agnelli agonizzanti, lasciati morire lentamente in un campo, sette gli ovini scomparsi e di cui non si conosce la sorte: è l’attacco del lupo, che sempre più spesso torna ad attaccare in Maremma. Questa volta ha fatto strage vicino ad Istia d’Ombrone in località Ottava ieri mattina, la triste sorte è toccata all’Azienda Zambernardi Mauro, piccola azienda maremmana impegnata nella produzione casearia di qualità.  Non un episodio isolato per la Zambernardi: appena due mesi fa, stesso attacco, stessa ferocia, stavolta ben 49 i capi uccisi, la maggior parte dei quali morti cadendo da un burrone, rincorsi dai predatori, hanno preferito il suicidio all’essere sbranati vivi.

Non episodi isolati e circoscritti al solo territorio di Istia d’Ombrone, un altro attacco con sette pecore sbranate è avvenuto nella notte in località Guinzoni, nel territorio di Manciano al gregge dell’allevatrice Valeria Bruni. Ma molti altri sono gli allevatori che hanno subito attacchi e perdite nella notte. Come tutti le notti

Il lupo: qualche anziano ha ancora i brividi a questa parola. Adesso è parere comune  che non dobbiamo temerlo. Di altro avviso sono le pecore e gli allevatori. Non solo di lupi in realtà si tratta, ma di canidi predatori in generale; adesso ai lupi si aggiungono infatti i branchi di cani inselvatichiti: la conseguenza dell’abbandono degli animali o di una scarso controllo su quelli scappati e sulla riproduzione dei cani randagi. I cani tornano ad essere lupi.

Il presidente grossetano della Confederazione Italiana Agricoltori, Enrico Rabazzi,  lancia l’allarme, per l’ennesima volta e annuncia: “Ora basta! E’ stato d’emergenza per gli allevatori!” e spiega: “Gli allevatori stanno già lavorando in emergenza, vista la dura vita fatta di sacrifici non ricompensati dalle entrate ben inferiori alle spese sostenute”, entrando poi nello specifico dell’azienda colpita: “un’azienda come lo Zambernardi che sta cercando con mille sforzi di accorciare la filiera, con il caseificio aziendale, ma che continuamente deve subire perdite di capi, con la conseguenza anche dello stress che subisce l’animale in termini di produzione di latte”.

Un problema di cui non si parla per niente, forse per le lobby animaliste che hanno interesse a nasconderlo; o forse perché lo Stato, proprietario e tutore della fauna selvatica dovrebbe ripagare i danni e di fatto non lo fa. Spiega Rabazzi: “Pensate se la mattina svegliandovi trovaste la vostra nuova auto rigata, ammaccata o con un faro rotto e, via via tutti i giorni un come vi sentireste? E pensate allo strazio che può provare un allevatore che ogni accudisce con cura il gregge, nello svegliarsi di prima mattina e trovare i propri animali sgozzati o con la lana intrisa di sangue” e conclude lanciando un appello: “ Dove sono quegli animalisti che tanto difendono gli animali, quando ci sono questi attacchi? Saremo costretti a farci giustizia da soli? E’ vero e proprio stato di emergenza per gli allevatori per i danni subiti: va ricercata una soluzione al problema e i lupi e predatori eliminati!”

Carlo Casini

Giornalista pubblicista, collabora con varie testate e siti come ChiantiSette, BisenzioSette , Isolottolegnaia.it. Sociologo di formazione ed esperto intervistatore, ha lavorato nel mondo della ricerca sociale, del terzo settore e della comunicazione, ma anche nell'ambito agricoltura, ambiente e venatoria. È stato collaboratore direttivo per la Regione Toscana e ha collaborato con Caritas, Mcl, Noi. È innamorato della propria terra, ama il contatto con la natura , riscoprire angoli dimenticati e tradizioni.