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Il targhino va in pensione e arriva la mini stangata

Il “targhino” di microcar e cinquantini ha i giorni contati. Dal 13 febbraio la vecchia targa esagonale a cinque caratteri alfanumerici, trasferibile da un ciclomotore all’altro andrà in pensione. Al suo posto subentrerà una targa “fissa” e rettangolare, di sei caratteri, legata indissolubilmente al telaio del veicolo grazie al certificato di circolazione consegnato al proprietario al posto del vecchio “librettino”.

“La ‘ritargatura’ – spiegano dalla sede Aci di viale Amendola – consentirà una burocrazia più lineare e corretta permettendo di affiancare nel database dell’Anagrafe Nazionale Veicoli, il numero di telaio a quello del proprietario del mezzo. Un’operazione che dovrebbe ridurre furti, truffe assicurative e l’abbandono impunito delle carcasse lungo la strada.”.

A ridursi potrebbe essere anche il portafoglio di chi, in possesso di un ciclomotore acquistato prima del 14 luglio 2006, ancora non si fosse messo in regola. Il nuovo codice della strada non lascia dubbi: chi andrà in giro senza targa fissa e certificato di circolazione rischia multe salasso che vanno dai 389 a 1.599 euro.

Cifre a cui si aggiunge la “mini-stangata”, stavolta per tutti, da sborsare per essere in regola. Operazione per la quale servono 56,56 euro, comprese le spese postali, per effettuare i tre versamenti necessari: 12,92 euro per la targa, 9 euro per i diritti e 29,24 per l’imposta di bollo di immatricolazione. Un preventivo valido solo per chi espleterà le pratiche in Motorizzazione, operazione che nel solo comune fiorentino sta ‘muovendo’ qualcosa come 3 milioni di euro.

I costi per il pensionamento del “targhino” raddoppiano affidando la pratica all’Aci, dove per svolgere l’iter vengono chiesti 98,28 euro, o ad una qualsiasi concessionaria. Qui l’allergia a code e trafile burocratiche può costare fino a 130 euro, prezzo che include la “manodopera” per svitare la vecchia targa e fissare la nuova. Una scelta che nonostante il momento di cinghia stretta, gli oltre 100mila motorizzati fiorentini sembrano prediligere, specie se in ritardo con i tempi. La sede Aci di viale Amendola soltanto nell’ultimo mese ha avviato 20 pratiche al giorno, per un totale di 600 nuove targhe solo nel mese di gennaio. Ma la ritargatura suona anche il campanello d’allarme di un mercato in profonda crisi.

“Rispetto ad aprile, data di inizio dell’adeguamento – spiega il titolare del concessionario Sabra in via degli artisti – abbiamo avuto un progressivo incremento del 50% di pratiche per la ritargatura, rispetto al mercato fiorentino dove in media si vendono 600 ‘cinquantini’ l’anno. Dal 2006 a Firenze sono stati acquistati circa 2500 ciclomotori con la nuova targa, tutto il resto del traffico circolante o è stato ritargato o sta per esserlo.” Impossibile stabilire quanti siano i motorini in attesa di essere messi in regola, visto che l’iscrizione al pubblico registro automobilistico non è prevista per i mezzi con cilindrata 50.

“Sono molto di più di quello che si pensi – spiega Elena Conti, titolare dell’omonimo concessionario in via Orsini –  le persone comprano sempre meno scooter, quest’anno siamo riusciti a vendere soltanto il 30% del totale realizzato 6 anni fa: circa 40 veicoli. In compenso sono aumentate le riparazioni della nostra officina”. La vita dei ‘cinquantini’, prima ceduti o rottamati dopo un anno o due, sembra così essersi allungata. Un trend conforme a quello del mercato nazionale che, secondo i dati dell’Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) ha registrato una perdita del -17,6% con sole 5.222 registrazioni in tutta la penisola durante lo scorso anno.

Non sorprende quindi che i fiorentini preferiscano affidare il pagamento del balzello ad Aci o concessionari. “Da aprile abbiamo svolto almeno una pratica al giorno – commenta Massimo Del Buono, titolare dell’omonima officina in via di S.Quirico –, il risparmio viene fatto ‘a monte’ sui mezzi: se ne comprano meno e quelli che ci sono, non possono permettersi di restare fermi in attesa dei tempi burocratici che, in concessionari e agenzie di pratiche auto si riducono, permettendo in un giorno al massimo, di avere la nuova targa montata sul mezzo”.

Una magra consolazione a cui si aggiunge quella, stavolta solo per i nostalgici, di poter conservare “per motivi affettivi”  il vecchio targhino, ottenendone, una volta annullato la restituzione gratuita dalla Motorizzazione. I sentimenti, almeno per ora, non sembrano soggetti a nessuna tassa.

 

Redazione

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