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Akiko Kayano
Akiko Kayano

Galleria 33 – Bipersonale delle artiste giapponesi Akiko Kayano e Tomoko Sakaoka.

Galleria 33 presenta la bipersonale delle artiste giapponesi Akiko Kayano e Tomoko Sakaoka. La mostra, dal titolo Téchne, inaugura venerdì 28 novembre dalle ore 19 al numero 33 di via Garibaldi ad Arezzo ed è curata da Tiziana Tommei.

Esiste l’arte senza la norma? La creazione artistica è prodotto della fantasia e dell’ispirazione o dell’applicazione di regole apprese e affinate nel corso del tempo e, più nello specifico, di un processo che attiene alla ragione?

Zolle cromatiche e schegge di luce; un’infinità di punti, microtocchi di pennello. Polveri derivati da elementi naturali, acqua, colla di cervo, gesso e foglia d’argento su tela preparata a gesso. Pigmenti in polvere, tuorlo d’uovo, acqua, colla di coniglio e uno strumento molto fine per applicare il colore su tavola. Molteplici sovrapposte stesure di colore su tela e giustapposizioni cromatiche a tratteggio, fino al pointillisme. Astrattismo e figurazione.

Akiko Kayano, Area, 2011, pigmenti giapponesi colla di cervo e foglia d'argento su tela.

Akiko Kayano, Area, 2011, pigmenti giapponesi colla di cervo e foglia d’argento su tela.

Da un lato la tecnica Nihon-ga, stile di pittura rispondente all’utilizzo di materiali e all’applicazione di norme proprie della tradizione giapponese; dall’altro la pratica della tempera all’uovo, descritta nel trattato sulla pittura di Cennino Cennini, e riproposta con metodo puntinista e divisionista.

Finestre, animali, paesaggi, figure umane e oggetti ordinari, catturati dal quotidiano e intrappolati in un fare tecnico di assoluta abnegazione verso la norma. Ordine, struttura, ragione. Tutto il mondo di Tomoko Sakaoka è compreso, espresso e restituito entro schemi mentali organizzati e costituiti sulla base di regole compositive e tecniche. Il taglio da istantanea, la luminosità intrinseca, la pulizia estrema della costruzione, la tendenza alla bidimensionalità, sono elementi del lavoro di Sakaoka. Ogni soggetto rappresentato non è scelto per ragioni tematiche, ma formali. L’ultima serie di panchine nel parco ne rende conto: siamo di fronte alla ripetizione ossessiva di un medesimo tema, che sottende una spinta inesauribile alla sperimentazione formale e al perfezionamento della tecnica. Il mondo di Tomoko è una realtà sospesa in cui nulla è affidato al caso, e dove tutto appare imperturbabile ed incorruttibile. Moduli geometrici e linee architettoniche definiscono ogni aspetto, in ossequio ad una dichiarata ascendenza pierfrancescana. L’artista afferra in scatti fotografici i luoghi e le presenze che abitano la sua vita e li traspone in pittura inquadrandoli e depurandoli da ogni possibile contingenza, da qualsivoglia fatalità.

Tomoko Sakaoka Unicorno II, 2003, tempera all'uovo su tavola.

Tomoko Sakaoka Unicorno II, 2003, tempera all’uovo su tavola.

Una musica lenta e discreta, una danza elegante e fluente, uno spazio emozionale e denso: siamo di fronte alle opere di Akiko Kayano. Si è rapiti da un flash e subito dopo avvolti e immersi in una dimensione spirituale, in creazioni che toccano e coinvolgono tutti i sensi. Si può dare forma al mondo interiore? Ai moti dell’anima? A sentimenti ed emozioni? Kayano ci riesce attraverso un iter creativo non immediato, ma graduale, ponderato, meticolosamente perseguito. C’è la volontà di sondare e trasferire sulla tela ciò che attiene alla profondità dell’animo umano. Kayano non rappresenta nulla di materiale, non rappresenta l’uomo, ma scava nell’interiorità e traduce in segno e colore ciò che non attiene alla realtà sensibile. La preziosità della materia – i pigmenti ricavati da polveri di minerali, pietre e conchiglie e la commistione della foglia d’argento alla pittura – la ricercatezza dei colori e la morbidezza di stesura, concorrono a rendere l’aspetto meditativo e di trascendenza del reale quali aspetti identificativi dell’opera di quest’artista. I titoli scelti sono parlanti: Animo, Risonanza, Blue in blue, Pioggia di raggi, Area. La tecnica, studiatissima e gravida di significato, si fonde con la sfera emotiva, psicologica e di analisi interiore. Segni distintivi: luce, sonorità, interiorità, colore e soggettività.

Akiko Kayano è nata a Tokyo nel 1969. Si laurea in Nihon-ga, una tecnica tradizionale giapponese, presso l’Università Statale d’Arte di Tokyo nel 1993. Si trasferisce a Firenze nel 1995, dove frequenta l’Accademia di belle Arti di Firenze, affinando la tecnica e approfondendo lo studio di arte e pittura occidentali. Consegue due lauree, una prima nel 2000, l’altra nel 2008. Avvia l’attività espositiva nel 2003 presso il Museo metropolitano d’arte di Tokyo e nel 2006 è in mostra presso la Carriage House Gallery a New York. Partecipa a fiere, come Padova 2005 e Bologna off 2008. Ha esposto in Giappone, America, Italia, Cina, Lettonia e Corea. L’ultima mostra in ordine di tempo è in Corea del sud, a Changwon, presso Gallery Feelnel, 2014. Dal 2007 vive e svolge la propria attività artistica a Prato.

Tomoko Sakaoka nata a Tokyo nel 1971, è cresciuta Kyoto, dove nel 1994 si laurea alla Seika University di Belle Arti. Qui conosce il libro dell’arte di Cennino Cennini e apprende la tecnica della tempera all’uovo. Nel 1996 si trasferisce in Italia e frequenta l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Dal ’98 espone in mostre personali e collettive, in spazi pubblici e privati. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti: in primis in occasione de Premio Firenze – Fiorino d’oro 2013, Fiorino d’argento 2010 e 2008, medaglia di bronzo 2009, Premio Presidente della giuria 2007 – e a seguire, Premio della critica in XXVI Premio Italia 2008, Coppa Mugnai al 39° Concorso di pittura de Premio Nazionale “Città di Lastra 2005” e finalista al Florence-Shanghai Price 2012. Attualmente vive e lavora a Firenze.

Il cocktail inaugurale è in collaborazione con Villa Cilnia, realtà vitivinicola ubicata sulle colline di Arezzo, a Bagnoro. Rilevata da Maria e Raffaele Gallucci nel 1994, l’azienda produce, vinifica, invecchia ed imbottiglia direttamente i propri vini. Villa Cilnia fa anche parte del comprensorio del Chianti Colli Aretini, una delle specificazioni geografiche della D.O.C.G. Chianti.

Marco Palazzi

Fiorentino, 25 anni, si è laureato in Media e Giornalismo all'Università degli Studi di Firenze con una tesi in Sociologia della Comunicazione. Giornalista freelance, collabora dal 2010 con testate di rilievo regionale. Nel 2013 entra far parte della redazione di Toscana News