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FIRENZE: Smn, sala d’attesa vip per i passegeri Frecciaclub

Più che la sala d’attesa di una stazione sembra un lounge bar. Con tanto di avveniristici divani rosso corallo dagli schienali svolazzanti, schermi lcd da 42 pollici, connessione wifi, reception e tavolini da caffè, sui quali sembra che da un momento possa arrivarti un cocktail. Le coccole ai passeggeri sono completate da una rilassante filodiffusione a cui si aggiungono gli oltre venti gradi di temperatura presenti in sala.

E’ il nuovo Frecciaclub di Santa Maria Novella, riservato agli oltre 60mila abbonati di Trenitalia che ogni giorno transitano per Firenze. La struttura, spostata dalla Palazzina Reale direttamente all’interno della stazione, è stato inaugurata due giorni fa dall’ad di Fs Mauro Moretti. La vecchia scritta in rame patinato, sopra la galleria di testa, recita ancora “sala d’attesa”. Si tratta di una mezza verità. Lo dimostrano le facce di quanti davanti all’apertura automatizzata del Frecciaclub rimangono di stucco, non riuscendo a entrare.

L’ingresso infatti è blindatissimo. Due porte automatiche in vetro satinato “proteggono” la zona vip dagli occhi e dalla presenza di chiunque non possegga un titolo di viaggio Av, Carta Freccia Oro e Platino o un biglietto “executive”. Incassata la batosta, chi non viaggia in elite dovrà trascinare il bagaglio ancora per qualche metro prima di raggiungere i suoi compari di biglietto.

“Gli altri”, i passeggeri delle centinaia di treni locali, regionali e intercity, infatti si devono accontentare dei sedili messi a disposizione nel salone della biglietteria. Qui non c’è il wifi e i viaggiatori  aspettano infagottati nei loro cappotti sotto il “tiro incrociato” delle correnti d’aria che soffiano dall’ingresso rivolto su piazza Stazione, dove le porte sono perennemente spalancate, fino all’entrata della biglietteria.

I bagagli si tengono stretti fra le gambe o in braccio visto che il deposito è momentaneamente sprangato da assi di legno. Ma in compenso si può godere della compagnia degli “omini delle macchinette”. Una gruppo di rom che, sorridendo, ti viene incontro e dopo averti accerchiato, ti spiega, senza che tu glielo abbia chiesto, come fare il ticket alla biglietteria automatica. In cambio di un euro o due per il disturbo.

Pagata questa piccola “tassa” è inutile cercare posto in uno dei sessanta sedili del salone, metà è occupata di bagagli, l’altra metà dai passeggeri. E visto che l’altra vecchia sala d’attesa ora ospita un negozio di biancheria e abbigliamento non resta che accamparsi davanti al binario. Poco importa se fuori la temperatura rasenta lo zero: chi viaggia dentro i confini della Toscana sembra non avere diritto di aspettare il suo treno seduto e al caldo.

 

Redazione

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