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La porta del  quartiere pratoliniano, nel quale si trova Via del Leone
La porta del quartiere pratoliniano, nel quale si trova Via del Leone

FIRENZE – San Frediano: Occupato domenica un edificio in Via del Leone

Occupano un’immobile in via del Leone, nelle strade della San Frediano pratoliniana e ne danno comunicazione tramite internet.  Gl autori del’iniziativa sono una un gruppo di giovani, probabilmente appartenenti alla rete dei centri sociali. La proprietà dello stabile sembra, dalle prime notizie raccolte, essere di Casa Spa. Occupazione giustificata con l’intento di opporre al piano di riqualificazione dei padroni la costruzione di una quotidianità altra, basata sulla socialità e la condivisioneLa comunicazione dell’avvenuto “esproprio proletario” è stata data domenica tramite un video diffuso su Youtube  (http://www.youtube.com/watch?v=1INXHm_TjNY) dove gli occupanti dichiarano che “San Frediano è un quartiere storico, perché strade e piazze hanno una struttura ancora a misura d’uomo, lontana dall’urbanistica tipica delle metropoli fatte di colate di cemento e centri commerciali, e ciò rende possibile il mantenimento di un certo livello di relazioni e socialità tra le persone che lo abitano. Ma è proprio in un terreno come questo che, in nome della sicurezza e del bello, vengono agiti cambiamenti e trasformazioni calati dall’alto. Comune e speculatori vari hanno trovato l’ennesimo territorio in cui investire andando a sconvolgere il tessuto urbano e sociale del rione. Basta guardare a progetti come quello del parcheggio di piazza del Carmine, che, finalizzato solo alla venuta di facoltosi turisti, muterebbe totalmente l’assetto della piazza e delle vie circostanti, e alla sottrazione di importanti spazi comuni di socialità come i giardini Nidiaci, e tutto in nome del profitto. O ancora pensiamo a chi viene sfrattato da polizia e ufficiali giudiziari poiché diventa impossibile pagare gli affitti che si innalzano sempre di più ed è costretto a trasferirsi altrove. A questo punto potremmo dire che quello in atto è un vero e proprio attacco alle nostre esistenze ed è per questo che abbiamo deciso di giocare un ruolo in questa partita, opponendo al piano di riqualificazione dei padroni la costruzione di una quotidianità altra, basata sulla socialità e la condivisione. Per questi motivi abbiamo deciso oggi di riappropriarci di uno spazio abbandonato, per renderlo attraversabile da tutti quelli che si riconoscono in quest’ottica e hanno voglia di reagire e dare vita al quartiere come noi vogliamo che sia. I primi progetti che nasceranno in questo nuovo spazio sono una biblioteca e un archivio di memorie orali del quartiere, e ovviamente invitiamo tutti a portare le proprio proposte e iniziative per costruirle insieme.

Sospetto e qualche timore da parte di alcuni residenti di Via del Leone, quando hanno visto sfondare il portone per appropriarsi dell’immobile. Tuttavia, tra i residenti del quartiere c’è anche benevolenza verso quest’occupazione, come afferma un signore insieme ad un gruppetto di abitanti della zona: “per ora si stanno comportando bene e sembrano bravi ragazzi. Lo stabile era vuoto da una decina d’anni e in stato di abbandono: il giardino retrostante era lasciato all’incuria e, a quanto mi ha detto uno dei ragazzi che occupa l’edificio, con il quale ho parlato ieri, il piano terra era in condizioni pietose e sta necessitando di diversi lavori di ristrutturazione, anche a causa di alcune infiltrazioni; i piani superiori invece sono in perfetto stato. Di questo periodo fa di sicuro rabbia vedere che ci sono case abitabili sfitte e sarebbe importante che il Comune fornisse spazi per la socializzazione dei giovani. Certo per compiere queste azioni sarebbe stato preferibile che prima di occupare avessero chiesto il permesso a chi di dovere perché, per quanto i fini siano condivisibili, è altrettanto importante fare le cose in maniera legale”.

Carlo Casini

Giornalista pubblicista, collabora con varie testate e siti come ChiantiSette, BisenzioSette , Isolottolegnaia.it. Sociologo di formazione ed esperto intervistatore, ha lavorato nel mondo della ricerca sociale, del terzo settore e della comunicazione, ma anche nell'ambito agricoltura, ambiente e venatoria. È stato collaboratore direttivo per la Regione Toscana e ha collaborato con Caritas, Mcl, Noi. È innamorato della propria terra, ama il contatto con la natura , riscoprire angoli dimenticati e tradizioni.