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FIRENZE: Il Lippi ridotto a una pozza di fango dal Cantiere Tav

“Rione Lippi ridotto a una pozza di fango”. Lo denunciano i residenti della storica contrada fiorentina che, aggomitolata attorno al crocicchio fra via Fanfani e via dei Perfetti Ricasoli sul lato nord del quartiere 5, da giugno è stata catapultata nell’occhio del ciclone TAV con l’apertura del cantiere “lotto 2”  per la costruzione del passante sotterraneo dell’alta velocità. E così addio pace, avanti fango.

Al centro delle proteste il continuo via vai delle decine di camion e betoniere che, stipate di terra e materiali di scavo, ogni giorno “scorazzano” per le strade del rione, lasciando alle loro spalle “una scia di polvere e melma fangosa – spiega Carlo Terchi, residente in via Fanfani – che, seccandosi impregna l’asfalto, divenuto perennemente sporco e pericolosamente scivoloso”.

Gli automezzi infatti, una volta caricati, vengono bagnati con acqua prima di uscire dal cantiere per evitare la dispersione di polveri nell’aria. Un’operazione necessaria con un rovescio della medaglia: le scie di “ricordini” lasciati lungo la strada dai tir grondanti. “Oltre all’inquinamento acustico – aggiunge – e alla distruzione del fondo stradale, fortemente provato dai treni di ruote di questi bestioni e da quelli delle centinaia di auto che ogni giorno si riversano qui per raggiungere Selex, Mukki e Nuovo Pignone”.

“Il Comune aveva promesso che il trasporto del materiale di scavo – continua Terchi –  sarebbe avvenuto su rotaia e non su gomma, come dimostra il corridoio di binari appositamente attrezzato per il trasporto di detriti da Firenze Nova al cantiere della futura stazione Belfiore”. “Corridoio che da giugno – garantisce l’uomo – non è stato utilizzato una sola volta”.

Ma Terchi e gli abitanti del Lippi non si sono arresi e, seduti a tavolino muniti di matita, mappe e buona volontà, hanno studiato un percorso alternativo a minor impatto ambientale, una sorta di “circonvallazione del rione” lungo la direttiva Tre Pietre – piazza Mattei “che impedirebbe ai tir – spiegano – di attraversare e infangare tortuosamente tutto il rione, raggiungendo in poco tempo l’uscita’ verso via dei Perfetti Ricasoli”.

A settembre il ‘piano’ fu suggerito all’Assessore alla Mobilità Massimo Mattei che accolse favorevolmente la proposta, riservandosi di sottoporla all’Osservatorio ambientale del nodo AV alla prima riunione disponibile. Dopodiché però è stato il silenzio. “L’osservatorio deve aver perso il binocolo – commenta Terchi amareggiato – da quel giorno sono passati cinque mesi di fango, rumore e polvere ma ancora nulla è cambiato”.

“Mentre il sindaco Renzi promuove auto elettriche e magnifica minuscole piste ciclabili – conclude – il nostro quartiere rischia di affogare nel fango e nell’inquinamento pagando da solo il prezzo del risparmio portato dal trasporto dei detriti su gomma invece che su rotaia”.

Nel frattempo gli abitanti del rione, lontani dal voler mollare, hanno deciso di difendere a spada tratta le strade del Lippi, organizzando per il 13 febbraio al circolo Cialdi di via Fanfani, una riunione del comitato di quartiere.

Redazione

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