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FIRENZE: Il Fai scassina i gioielli fiorentini per la Giornata di Primavera

Non solo fiori a primavera. Dal Cenacolo di via San Gallo, al complesso di Sant’Apollonia, restaurato di fresco, passando per la chiesa e il museo di Orsanmichele o per la Gispoteca dell’Istituto d’Arte a sbocciare sono anche le bellezze che popolano la Firenze “nascosta”. Gioielli che in occasione della XX Giornata di Primavera Fai fino alle 17 di oggi,  il Fondo Ambiente Italiano ha deciso di svelare, rendendo accessibili 670 luoghi in tutta Italia, sei nella sola provincia di Firenze.

Un viaggio alla riscoperta dell’arte addolcito dalla complicità di Nutella che fino alle 13.30 distribuirà mille cestini-colazione, offrendo latte e caffè ai visitatori della Gipsoteca di Porta Romana, la più importante e cospicua raccolta di gessi d’Italia e la seconda in Europa, aperta per l’occasione dalle 10.30 alle 17.

Un abbinamento tutto Made in Italy, quello fra i calchi in gesso del Rinascimento e la crema di nocciole più famosa al mondo, che ieri ha stuzzicato la curiosità di quasi 500 persone che, attraversato il parco che fu delle Scuderie Reali di Palazzo Pitti, si sono incamminate verso l’Istituto d’Arte col cestino sotto braccio.

“Un’occasione – spiega Daniela Di Nardo, segretaria Fai Toscana – per coltivare la memoria  di un luogo magnifico che i fiorentini devono assolutamente conoscere e scoprire, visto che normalmente le visite vengono effettuate solo su prenotazione e l’ultimo accesso al pubblico è stato organizzato nel 2006”. A guidare golosi ma soprattutto amanti dell’arte fra i tremila calchi in gesso custoditi nei luoghi dell’antica ‘cavallerizza’, la scuderia coperta dei Pitti, loro, i padroni di casa, gli studenti dell’Istituto d’Arte, improvvisatisi per l’occasione “apprendisti Ciceroni” dopo una preparazione durata due mesi.

Un compito mica facile, infatti, guidare delegazioni di curiosi e appassionati attraverso uno scrigno contenente perle come i calchi di Donatello, fra cui ‘Gattamelata’ e “Alessandro che doma Bucefalo’ o quello lorenese del David, realizzato da Clemente Papi e dulcis in fundo il ritratto della Duchessa d’Aragona di Francesco Laurana. “Durante la seconda guerra mondiale – racconta Di Nardo – l’originale del ritratto contenuto al Museo di Stato di Berlino andò distrutta, oggi quella di Firenze, rappresenta praticamente l’unica copia nel mondo”.

Come unici al mondo sono gli altri tre tesori fiorentini in luce questa domenica. Nel centro storico porte aperte per l’ex granaio della città, la chiesa Orsanmichele che dalle 10.30 alle 16.30 di oggi renderà libero l’ingresso alla cattedrale e al museo che, ‘abitato’ dai lavori di Ghiberti, Verrocchio e Donatello, rappresenta un concentrato di scultura quattrocentesca e cinquecentesca.

A cui si aggiungono le altre due meraviglie ‘scassinate’ per l’occasione dal Fai come il Cenacolo di via San Gallo, e il Refettorio con il celebre affresco di Andrea del Castagno, aperto oggi dalle 10.30 alle 13 e sempre in via San Gallo, il complesso di Sant’Apollonia, fresco di restauro, aperto dalle 10.30 alle 17.

Redazione

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