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FIRENZE: Biblioteca dell’Orticoltura, studenti accampati in pochi metri quadrati

Biblioteca dell’Orticoltura, una luce in fondo al tunnel. Dopo sei anni di ritardi, pasticci, penali e una spesa di 700mila euro sborsata dalle casse comunali, l’odissea della biblioteca sembra vicina alla parola fine. Ultimo ostacolo, una firma che attesti l’agibilità del secondo piano della struttura, inaugurata nell’aprile del 2011 ma aperta al pubblico soltanto sei mesi dopo, lo scorso ottobre. Con un piano in meno. Risultato? Orari ridotti, libri ancora “sdraiati” dentro agli scatoloni e spazi dimezzati.

“E’ un’agonia – commenta un gruppo di ragazzi ‘accampato’, per mancanza di spazio, al ‘tavolo dei bimbi’ – il secondo piano sarebbe quello destinato alla sala lettura, il cuore di ogni biblioteca che si rispetti e invece qui – proseguono indicando la ‘saletta temporanea’, ricavata in uno spazio di 20 metri quadrati – ci sono tre tavoli di numero e dieci sedie, il più delle volte occupate. E’ un peccato”.

Peccato acuito dalla splendida cornice che circonda i 300 metri quadri dell’edificio costruito nel giardino del Pellegrino, all’ombra del grande tepidario in vetro e ghisa realizzato da Giacomo Roster nel 1880. “In estate è meraviglioso studiare qua fuori – spiega Beatrice, affezionata nonostante tutto alla ‘sua’ biblioteca di quartiere – ma col freddo, è stata una grave mancanza privare la popolazione di lettori e studenti di Rifredi, di un punto di ritrovo. Senza contare che buona parte dei libri è ancora incellofanata negli scatoloni”.

Una mancanza patita specialmente fino a due settimane “con la chiusura – continua – degli edifici universitari per la pausa natalizia, che ha costretto molti studenti a trasferirsi nelle affollate biblioteche del centro come la Marucelliana o la Nazionale”.

Ma la disavventura dell’edificio inizia anni prima dell’ultimo impasse. Quando nel 2005, l’amministrazione Domenici delibera un progetto di ristrutturazione ed espansione del vecchio bungalow in legno verde che, ampliato a una superficie di 300 metri quadrati, avrebbe dovuto contenere il patrimonio librario del quartiere: 22.000 volumi e 900 dischi. Durata dei lavori prevista? Un anno. Ma la ditta incaricata dei lavori fallisce scomparendo nel nulla.

Così dopo sei anni e una nuova gara d’appalto i lavori vengono terminati nel marzo 2011 e la struttura inaugurata un mese dopo. “Mancano solo piccoli lavori di rifinitura – garantirono all’epoca i tecnici del Comune – come la scala antincendio e la sistemazione degli impianti elettrici”.

Da ottobre però scala antincendio e impianto elettrico ci sono ma il secondo piano è rimasto fino a oggi off-limits. Con conseguenze sull’orario di apertura. “Non potendo lavorare a pieno regime – spiega Beatrice –  la struttura resta aperta solo la metà del suo regolare orario”. Ma le tribolazioni della biblioteca “pellegrina”, come l’hanno ribattezzata gli studenti, sembrano arrivate a un lieto fine.

A eliminare ogni dubbio è, Luana Nencioni, dirigente del servizio biblioteche e archivio storico del Comune. “Abbiamo il certificato di agibilità per il secondo piano – spiega – che entro il 30 gennaio, dopo gli ultimi lavori di sistemazione e di pulizia, sarà aperto rendendo la biblioteca fruibile dai cittadini nella sua completezza.”

Redazione

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