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FIRENZE: Abusivi a san Lorenzo, ecco il mercato parallelo

 

FonteSi va dai novanta euro, contrattabili, per una borsa Gucci fino ai quindici di un paio di occhiali Just Cavalli, cifra che risale a trenta euro se la montatura è femminile. Sono i prezzi stracciati del mercato “parallelo” di San Lorenzo, quello abusivo. Una realtà fatta di teli rimpinzati di orologi e borsette, banchetti smontabili  trasportati sulle spalle, sguardi nervosi e fughe discrete nel dedalo di viuzze all’ombra della basilica più antica di Firenze.

A tenerlo in piedi di domenica pomeriggio, una ventina di nordafricani, alti e robusti, vestiti della stessa roba che smerciano alla chetichella negli slarghi fra  i banchi regolari come lo spiazzo fra via dell’Ariento e via s.Antonino o poco più avanti, dove Canto della Paglia incontra piazza san Lorenzo.

Luogo quest’ultimo al centro di un altro via vai, fatto stavolta di polemiche, avvocati e ricorsi. Come quello che 83 ambulanti regolari presenteranno al Tar entro domani, per scongiurare lo sfratto che li obbligherebbe a trasferirsi in piazza del mercato centrale e largo Annigoni, dando via alla riqualificazione di piazza san Lorenzo.

Una querelle tutta fiorentina di cui probabilmente gli abusivi sanno ben poco ma la cui conclusione potrebbe far guadagnare loro nuovi territori d’azione per estendere quel commercio invisibile che evidentemente se esiste, riesce a soddisfare un qualche tipo di domanda commerciale. Non importa se illecita.

Il timore dell’ondata di abusivismo in seguito alla scomparsa dei banchi regolari si è già insinuato nelle viscere dei residenti che, dal “quartiere dei padri”, ora alzano la voce chiedendo maggiori controlli per azzerare le possibilità che lasciare la “vecchia strada” porti a un brutto risveglio.

Quello di una piazza ufficialmente sgombra da banchi, odore di cuoio e tendoni ma ripopolata da stampe di Ponte Vecchio, orologi, borsette e  occhiali da sole.

Nel frattempo il mercato invisibile è già in piazza san Lorenzo con i suoi circa 350 articoli fra borsette e orologi, esposti alla luce del sole su una ventina di teli, tanti erano ieri. I turisti si fermano e guardano, per molti di loro all’asciutto di licenze, scontrini e dispute da riqualificazione non fa differenza. Comprare un souvenir da un abusivo o un regolare sembra essere la stessa cosa. Anzi quel telo bianco su cui sono posate trenta borsette contraffatte, forse è garanzia di risparmio.

 

 Fonte: La Nazione

Redazione

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