Home / Politica / EMILIA-ROMAGNA – Vince l’astensionismo, perde la democrazia
voto

EMILIA-ROMAGNA – Vince l’astensionismo, perde la democrazia

Il commento del direttore

FIRENZE – Le elezioni Regionali nella confinante Emilia-Romagna hanno messo in evidenza diverse questioni che potrebbero riproporsi nei prossimi mesi in altre zone d’Italia, soprattutto in Toscana, in vista delle Regionali 2015. I cittadini hanno mandato l’ennesimo segnale alla politica. Il dato dell’astensione è impressionante: il 62,3% degli aventi diritto ieri in Emilia-Romagna non si è recato alle urne. Quattro anni e mezzo fa, i votanti furono 2.357.733 (contro i 1.304.841 di ieri, di cui quasi 50.000 sono le schede bianche e quelle nulle, quasi il 2,8%), pari al 68,06% del totale. Appena sei mesi fa, per le elezioni Europee, i votanti furono 2.390.402, pari al 69,99%. Com’è possibile che in soli sei mesi i votanti siano quasi dimezzati? Dipende tutto dall’effetto Renzi che sembra ormai essersi indelebilmente incrinato? La crisi del Centrodestra a livello nazionale, oltre che territoriale, ha avuto peso? Sicuramente tutto ciò ha inciso, ma non bisogna dimenticarsi che in Emilia-Romagna si è tornati al voto anticipatamente per le dimissioni del presidente uscente, Vasco Errani, condannato in appello a un anno per falso ideologico (pena sospesa) nel processo “Terremerse”. Sicuramente, per quanto concerne il singolo caso dell’Emilia-Romagna, a pesare sul forte astensionismo è stato soprattutto il caso-Errani, ma non bisogna sottovalutare anche gli altri aspetti. L’astensione è un voto di sfiducia alla politica. I cittadini vogliono (anzi, pretendono) risposte vere, concrete e certe per combattere la crisi e per veder ripartire il Paese, ma la politica al giorno d’oggi offre ben poco. È inutile dire “bisogna fare” se poi non si dice “come fare” e soprattutto “non si fa”.

EFFETTO RENZI – Quando iniziò la propria avventura come presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi aveva promesso quattro riforme in quattro mesi, oltre a promettere che si sarebbe dimesso entro il mese di giugno se non le avesse portate a compimento. Quelle riforme non ci sono ancora state, ma Renzi è sempre lì, al suo posto. Forse perché, se vogliamo essere pignoli, il premier aveva specificato il mese senza specificare l’anno… Ma il fatto emblematico è che il suo Pd ha perso più della metà dei voti rispetto a sei mesi fa, quando alle Europee il Pd prese la bellezza di 1.212.392 voti (52,51%). Rispetto a questa primavera, il partito di cui Renzi è pure segretario ha perso in Emilia-Romagna ben 677.283 voti. E, anche se facciamo il confronto con le precedenti Regionali, il Pd ha perso ben 322.504 voti, pur guadagnando in termini percentuali (quasi +4% rispetto al 2010) e soprattutto portando a casa ben 11 consiglieri regionali in più. Ciò significa che il forte astensionismo gioca a favore del partito di governo (anzi, consegna ancora di più il Paese a chi lo governa) che, pur rappresentando con queste cifre soltanto il 15,46% dell’interno corpo elettorale emilianoromagnolo, piazza ancora più uomini nei Palazzi della politica e può, naturalmente, controllarli meglio. In questa prospettiva, anche a livello nazionale si prefigura un lungo periodo con Renzi al governo, nonostante le urla silenziose degli astensionisti che, pur esprimendo il proprio dissenso verso Renzi, non riescono a individuare un’alternativa vera e preferiscono rimanere a casa piuttosto che recarsi ai seggi.

LEGA NORD – C’è chi invece ha individuato l’alternativa in un altro Matteo, Salvini. Nonostante sia pagato per fare l’europarlamentare, Salvini è ben poco attivo in Europa, ma iper-presenzialista in tv. Questa sua presenza, quasi come il prezzemolo tra i denti, sta pagando. La Lega ha annientato i propri concorrenti interni al Centrodestra, soprattutto Forza Italia, e oggi si risveglia ancora più convintamente come partito (guai a chiamarla “movimento”) principale di opposizione, non solo in Emilia-Romagna, ma soprattutto in Italia. È vero, in Calabria la Lega non si è presentata e quindi è difficile vedere quanto sia stato forte l’effetto-Salvini al Sud, ma il dato emilianoromagnolo è eloquente. La Lega ha perso 55.162 voti rispetto a quattro anni e mezzo fa, ma è in forte crescita e ha raddoppiato i consensi rispetto a maggio 2014. Infatti, ieri il Carroccio ha preso 233.439 voti (contro i 100.478 di Forza Italia) pari al 19,42% (il 6,75% dell’intero corpo elettorale dell’Emilia-Romagna), guadagnando 4 seggi in più rispetto ai 4 del 2010. Ma, soprattutto, la Lega ha preso ben 117.045 voti in più rispetto alle Europee, quando si fermò a 116.394 (5,04%). Nonostante le ambiguità politiche e programmatiche di Salvini che vola in Scozia per tifare per il “sì” all’indipendenza, che in Veneto si dimostra indipendentista e che a Roma, al contrario, parla come un leader nazionalpopolare, i cittadini hanno premiato il suo iper-attivismo mediatico a scapito di altri partiti e movimenti che hanno minore presa sul piccolo schermo o che preferiscono rimanere sul web e non apparire in tv.

MOVIMENTO 5 STELLE – I grillini non hanno un bel rapporto con la televisione e preferiscono non apparire troppo sul piccolo schermo. Questo, sommato anche ai problemi della Giunta Pizzarotti a Parma, può aver inciso sul risultato ben sotto le aspettative del Movimento 5 Stelle. I grillini hanno guadagnato 32.837 voti rispetto al marzo 2010 (159.456, pari al 13.26%, i voti di ieri; 126.619, pari al 6%, quattro anni e mezzo fa), ma sono crollati rispetto alle Europee. A maggio, infatti, il M5S aveva ottenuto 443.936 voti (19,23%), ben 284.480 in più rispetto a ieri. I pentastellati sono la terza forza politica in Emilia-Romagna e devono rivedere un po’ la strategia, soprattutto dal punto di vista mediatico, se non vogliono rischiare di dilapidare il consenso fin qui ottenuto.

PS: Anche se non è estremamente corretto fare un confronto tra Regionali e Europee, non si può non tenere conto dei dati di sei mesi fa.

Marco Gargini

Già firma de “il Corriere di Firenze”, “il Nuovo Corriere di Prato”, “il Vostro Quotidiano”, ha collaborato anche con “ItaliaCalcioa5.it”. È stato radiocronista per “Radio Antenna Toscana 1” e “Radio Bruno” e inviato sui campi dilettantistici di calcio a 5 per “Rete 37”. Appassionato di sport e catalanista, nel 2010 è stato nominato ambasciatore in Toscana per la Plataforma Pro Seleccions Esportives Catalanes.