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Danio Mafredini in Tre studi per una crocifissione al Teatro Rossi Aperto di Pisa

Danio Manfredini, il “maestro invisibile” allievo di Cèsar Brie e Iben Nagel Rasmussen, due volte Premio Ubu, cresciuto artisticamente in spazi occupati o riaperti, giunge al Teatro Rossi Aperto per abitare per una settimana i suoi Spazi di creazione. Qui lavorerà e a chiusura della sua permanenza metterà in scena ancora una volta il suo spettacolo, da anni work in progress, “Tre studi per una crocifissione”:

“I tre studi per una crocifissione prendono il titolo da un opera pittorica di Francis Bacon: tre dipinti accostati uno all’altro, dove sono raffigurate tre figure che evocano la condizione drammatica di soggetti appartenenti al mondo contemporaneo. Lontano dal voler riprodurre in maniera pittorica l’opera di Bacon, mi sono proposto di inventare tre soggetti teatrali che ritraggono la condizione drammatica di tre personaggi del mio tempo.

Nel primo studio si tratta di un personaggio che vive in un contesto psichiatrico. Vaga tra poche sedie vuote, abitate dai fantasmi della sua memoria.

Il secondo studio è ispirato ad un personaggio del cineasta tedesco Fassbinder. Il transessuale Elvira, colto nel bilancio della sua vita prima del gesto tragico che la conclude.

Il terzo studio, ispirato ad un personaggio del drammaturgo francese Koltès. Ritrae un extracomunitario alle prese con una grande città europea: strade, parchi, barboni, polizia. Dentro, il desiderio di colmare la solitudine con un incontro e condividere una notte di pioggia.

I personaggi mostrano nell’evidenza del loro dolore, nell’impossibilità di nasconderne i segni, nella loro disperata euforia, le ferite nascoste dell’esistenza.”

D. M.

tre studi loc

fonte: Teatro Rossi Aperto

Redazione

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