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Dalai Lama. Sentieri visivi. Mostra espositiva sull’arte tibetana

Livorno, 9 giugno 2014 – E’ intitolata “Sentieri Visivi” la mostra pittorica e fotografica sulla cultura tibetana che dall’11 fino al 22 giugno  sarà aperta nella Sala degli Archi della Fortezza Nuova (l’inaugurazione il 10 giugno alle ore 18) . A cura di Gaya Andreuzza, la mostra offre un’ampia panoramica sull’arte tibetana, dalle origini alla sua rappresentazione più contemporanea , che consentirà al pubblico di conoscere il fascino, la solennità e la spiritualità del popolo tibetano e del suo principale simbolo vivente.

In mostra tempere su tela , conosciute con il termine  di Thang-ka, alcuni oggetti rituali antichi ed un articolato repertorio di foto di archivio e di foto contemporanee di sua Santità il XIV Dalai Lama, realizzate da Chiara Dolma, Laura Catalano, Dino Cirulli, Losan Piatti e Paolo Regis.

Sentieri Visivi” è frutto di una stretta collaborazione  tra l’Istituto Lama Tzong Khapa, Comune di Livorno ed Archivi storici tibetani del  Norbulingka Institute.

Orario di apertura: tutti i giorni dalle ore 10.30 alle 22. Ingresso gratuito.

Rientra tra i compiti istituzionali del centro di studi Istituto Lama Tzong Khapa promuovere, contestualmente al patrimonio culturale locale, anche le espressioni artistiche di un popolo e una cultura lontana nella certezza che il rispetto tra le culture venga favorito dalla conoscenza della loro storia e dal dialogo con i popoli e i luoghi più vicini. Il Tibet, con la sua millenaria e travagliata vicenda storica, e il XIV Dalai Lama, con il suo messaggio di pace e la sua personalità, sono stati da sempre oggetti di uno spiccato interesse per le società occidentali. Per secoli si è pensato al Tibet come a un paese misterioso quanto remoto, un deserto eternamente coperto di ghiacci e neve oppure una sorta di paese fatato. In Occidente il Tibet è divenuto quasi un equivalente del paradiso terrestre, un luogo lontano dalle preoccupazioni e difficoltà del mondo. Le caratteristiche naturali assolutamente uniche del Tibet sono state una delle cause determinanti dell’isolamento impenetrabile di questa terra e della sua popolazione. Qui sono continuate per centinaia di anni fino ai giorni nostri abitudini di vita, atteggiamenti, credenze, che nel linguaggio comune della nostra civiltà sono definite fuori dal tempo. In quest’ottica del fuori dal tempo  ci si è avvicinati in passato al Tibet mitizzandolo e attribuendogli un’apparenza irreale. La realtà di questo mondo che esiste e del suo popolo che vive nel rispetto delle millenarie testimonianze di civiltà di cui è ricco, e il suo cammino nel mondo d’oggi sono spesso più difficili e suggestivi della fantasia. In una prospettiva contemporanea di terra di mezzo dove il punto di lontananza è labile e il tempo è relativo, i tre linguaggi estetici diversi, quali quello pittorico dell’iconografia tradizionale nella dinastia dei Dalai Lama, quello storico d’archivio nella fase di passaggio dell’attuale XIV Dalai Lama dal Tibet all’India e quello fotografico soggettivo di fotografi occidentali, possono rappresentare le linee guida di un viaggio a immagini. Così come per intraprendere un lungo viaggio, le immagini e le voci dei Dalai Lama possono accompagnare il viandante verso la conoscenza di una cultura e del suo popolo. Per dirla con le parole dello studioso tibetano del XIII secolo Sakya Pandita: “L’oceano non si risente dell’eccesso d’acqua, né  il tesoro di un eccesso di tesori, la gente non si lamenta di troppe ricchezze, né il saggio di troppa conoscenza”.
A cura di Gaya Andreuzza

 

Riccardo Gorone

Laureato in Filosofia all'Università Ca' Foscari di Venezia, collabora con quotidiani online ("ReportPistoia", "ReportCult", "Carnage News") occupandosi di cultura e musica. In contatto con le nuove realtà internazionali della musica, promuove e divulga opere, eventi e artisti delle diverse scene sperimentali. Ha collaborato con radio tra cui Radio3, Radio Sherwood, Radio Belluno, e festival nazionali come Dancity, ClubtoClub, Pistoia Blues.