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Statuto delle imprese

CNA Toscana chiede semplificazione e trasparenza per la ripresa

CNA chiede di applicare subito lo Statuto delle Imprese e rendere operativi gli strumenti a favore della micro piccola e media impresa

Firenze – Parte da Firenze la richiesta per l’attuazione dei diritti e doveri delle micro, piccole e medie imprese contenuti nella legge 180/2011, “Statuto delle Imprese”.
A lanciare la nuova sfida è CNA Firenze che, con CNA Toscana e CNA Nazionale, questo pomeriggio ha fatto il punto sull’effettiva applicazione dello Statuto con il suo estensore, l’On. Raffaello Vignali, e con l’Assessore regionale alle Attività produttive, Gianfranco Simoncini.

A entrambi il Presidente provinciale, Andrea Calistri, il Presidente CNA Toscana, Valter Tamburini, e il Presidente CNA Nazionale, Daniele Vaccarino, hanno chiesto un impegno concreto per rendere finalmente operativi gli strumenti previsti dal testo di legge.

In vigore dal novembre 2011, lo Statuto si compone di 21 articoli che recepiscono le direttive Ue contenute nello Small Business Act e definisce una serie di norme per garantire lo sviluppo competitivo delle Pmi.

CNA

Riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese, maggiore trasparenza della pubblica amministrazione, definizione di un quadro normativo certo, maggiore equità dei sistemi sanzionatori, misure per favorire l’accesso delle MPMI agli appalti pubblici, promozione della cultura imprenditoriale, sono solo alcuni degli strumenti con cui la legge si propone di tutelare e promuovere la libertà di impresa.

Eppure, a distanza di due anni dalla sua introduzione, lo Statuto è ancora poco conosciuto ed applicato, come dimostra il piazzamento dell’Italia nella classifica relativa alla libertà economica stilata, pochi giorni fa, dal Wall Street Journal: ultimi tra i principali Paesi industrializzati, ci fermiamo a quota 86, dopo il Kirghizistan (85) e Samoa (84).

Non meno sconfortante il risultato di un recente sondaggio realizzato da Ipsos per conto della CNA nazionale, da cui emerge che in un anno la “macchina della burocrazia” brucia 47 giorni di lavoro (cioè due mesi) di ogni imprenditore, e consuma 28 giorni dei suoi dipendenti.
Tradotto in cifre tutto questo significa che la burocrazia costa ad ogni impresa qualcosa come 11.000 euro l’anno, cifra alla quale vanno aggiunti i costi per gli specialisti e i consulenti esterni.

“Lo Statuto è un provvedimento storico che riconoscere il contributo delle micro, piccole e medie imprese alla crescita e allo sviluppo del Paese e segna un cambiamento epocale nel modo di concepire l’impresa, non più guardata con sospetto ma con fiducia – ha spiegato Andrea Calistri, Presidente CNA Firenze – Al suo interno sono enucleati i principi a difesa e salvaguardia dell’imprenditorialità che per anni, forse decenni, CNA ha chiesto al mondo della politica. Purtroppo, molti di quei principi sono ancora lontani dall’avere piena efficacia e per gli imprenditori rappresentano tuttora un nervo scoperto. La loro attuazione aiuterebbe le MPMI ad operare in un contesto più favorevole di quello attuale perché rimuoverebbe la maggior parte degli ostacoli che, al momento, stanno frenando la ripresa economica del Paese. Per questo oggi, da Firenze, CNA chiede alle Istituzioni di non perdere altro tempo e di realizzare ogni singolo punto contenuto nella legge”