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CISL – Attacco a SAT sull’aeroporto Galilei di Pisa

Secondo il sindacato CISL l’aeroporto Galilei, vola in serie A ma lo fa, in barba ai diritti dei lavoratori. 

Problemi strutturali – «La struttura – commenta Valerio Russo, coordinatore provinciale di Fit/Cisl – sta collassando. L’acqua piovana entra all’interno delle sale, specie in caso di violenti acquazzoni. Crollato un controsoffitto nella stanza degli operatori, acqua nell’area di smistamento dei bagagli. Ci sono strumenti delicati – come particolari tomografi – che l’acqua ha reso, per qualche giorno, inutilizzabili».

Vigili del Fuoco – Sono 76 i vigili del fuoco che ruotano intorno all’aereoporto Galileo Galilei, pronti ad intervenire in caso di necessità. Vivono in due strutture: il distaccamento aeroportuale (si trova all’interno del sedime aeroportuale) e il subdistaccamento (al centro pista). «Dalla fine del 2006 – racconta Dario Campera, segretario provinciale della Fns e componente della segreteria Ust di Pisa – la gestione degli immobili è passata dal Ministero dell’interno alla Sat. Da allora, però, Sat si è occupata molto poco della manutenzione straordinaria delle strutture. Risultato: nel distaccamento principale registriamo infiltrazioni di acqua dalle finestre e dal tetto, mentre gli impianti di riscaldamento, elettrico e idrico sono da rifare. Ancor peggiori, se possibile, le condizioni del sub distaccamento a centro pista. Locali malsani, caldo soffocante d’estate e stufette elettriche per l’inverno, infiltrazioni d’acqua. Un progetto di ristrutturazione e ampliamento del sub distaccamento giace da tempo nei cassetti della dirigenza Sat. Ma nessuno si è presa, fino ad oggi, la responsabilità di dare il via ai lavori».

Carenza di organico – Secondo una stima del sindacato almeno venti dipendenti andati in pensione non sono stati sostituiti – come avveniva in passato – con nuovo personale full-time a tempo indeterminato. Per la gestione della sala (landside) e dello scalo (airside) Sat ricorre, per lo più, a dipendenti part-time. Si tratta – spiega Valerio Russo – di dipendenti assunti per lavorare quattro ore al giorno: a loro l’azienda, in molti casi, chiede di restare in servizio tra le due e le quattro ore in più.
Non sempre a questi volenterosi – denuncia Cisl – è garantito il diritto alla mensa aziendale.
Lo straordinario è regolarmente riconosciuto dall’azienda? «Il meccanismo dello straordinario scatta dall’ottava ora. Dalla quarta all’ottava ora giornaliera di servizio, i dipendenti ricevono un semplice compenso orario».

Stagisti – Altri imprevisti sono coperti dagli stagisti che, in qualche caso, coprono anche il congedo per maternità.

Promozioni o declassamenti – «O con me o contro di me». «Il personale – tuona Valerio Russo – viene premiato o punito a discrezione della dirigenza aziendale. Non era mai accaduto in passato».

Chiude la mensa aziendale – Dal 1 ottobre la mensa aziendale – un servizio rivolto ai dipendenti aeroportuali, previsto dal contratto di lavoro – chiuderà i battenti per lavori di ristrutturazione. Lavori ingenti, che – ricostruiscono i sindacati – avrebbe dovuto accollarsi la società che ha in gestione il servizio di ristorazione. Non lo farà, di certo, L’Airchef Dnata, che dal 1 ottobre manderà a casa quindici suoi dipendenti. «Nessuna gara di appalto per l’affidamento del servizio. Solo contatti presi, in passato, con il gruppo Cremonini, che, almeno fino ad oggi, non hanno prodotto risultati concreti – commenta Vittorio Salsedo, segretario provinciale di Fisascat/Cisl. Vedremo. Intanto, però dipendenti di Airchef , almeno per diversi mesi, resteranno senza lavoro e dipendenti aereoportuali, finanzieri, poliziotti, doganieri, in servizio in aereoporto non avranno una loro mensa e dovranno fare la fila ai bar dello scalo insieme ai passeggeri.

Cargo Village – Il Galilei vola in serie A. Il corriere Dhl, che negli anni aveva fatto dello scalo pisano un preciso riferimento, è volato, invece, all’aeroporto Marconi di Bologna. Il volume delle merci che ruotano intorno al Cargo Village si è drasticamente ridotto. È rimasto il corriere Fedex, che però dispone di un proprio magazzino. Intanto i dipendenti diretti di Sat che si occupavano della gestione dello scalo merci, sono stati trasferiti ad altre mansioni. Il servizio è stato affidato senza una gara di appalto alla cooperativa Arca Cooplat.

Rapporti sindacali – «Pressoché inesistenti i rapporti tra management Sat e sindacati – lamentano in Cisl. Di fronte alle tante domande che ponevamo sul futuro di questo o quel servizio, i dirigenti della società che gestisce lo scalo aeroportuale si sono sottratti al confronto».

Conclude il segretario generale Gianluca Federici «Sat racconta al mondo l’aeroporto del Mulino Bianco. Ma i suoi dirigenti non si accorgono che sta cadendo a pezzi».