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CHITIGNANO – Biomasse: ‘Referendum o ci dimettiamo’

 I Consiglieri comunali di minoranza, durante il Consiglio comunale di Chitignano, hanno letto e presentato un documento in cui chiedono di indire subito un referendum sulla centrale a biomasse del Poggiolino. 

Ecco il testo del documento:

CHITIGNANO (Arezzo) – Egregio Sig. Sindaco e Signori Consiglieri, vi leggo questo documento con preghiera di inserirlo agli atti di questa seduta perché voglio esprimere il mio più profondo sdegno e disappunto per il modo in cui sono state condotte le procedure concernenti alla realizzazione nel nostro territorio, in località “Il Poggiolino” di una centrale a biomasse per la produzione di energia elettrica in modo tale che ne rimanga traccia a futura memoria.

Parlo a nome di tutti i consiglieri di opposizione che hanno condiviso e sottoscritto questo documento.
Non voglio entrare nel merito della vicenda: biomasse si, biomasse no! Anche se a dir del vero mi trova contrario almeno nell’ubicazione (scelta a dir poco criminale, vicinissima all’asilo infantile, alla chiesa nel centro della zona storica e di maggior pregio architettonico del paese), ma vorrei concentrare l’attenzione su come si è svolta tutta la vicenda.

Lei sig. Sindaco, assieme al Vicesindaco Cenni ed all’assessore Lanini (il triumvirato che ha portato Chitignano al tracollo) si presume sotto pressioni politiche esterne avete deciso in modo autonomo l’insediamento di questa centrale nel nostro territorio, indicandone il sito e facendo in modo che detto insediamento avesse tutte le caratteristiche previste dalla legge che lo regolano.

Dopo aver controllato che tutto fosse in regola con le normative vigenti quali impatto ambientale, Arpat, etc… avete convocato un’assemblea pubblica per spiegare il tutto e per rispondere a eventuali domande dei cittadini di Chitignano.

Non le sembra Sig. Sindaco di aver dimenticato la cosa più importante in una democrazia come la intendiamo noi che suddetta assemblea dovesse esser indetta prima di prendere tale decisione anche per sapere cosa ne pensassero i suoi cittadini?
Non le pare il vostro comportamento un comportamento arrogante e privo della più che minima stima e fiducia nei vostri cittadini, calpestando in questa maniera la loro dignità?
Io credo che il termine calzante per poterla definire potrebbe essere despota, poiché ha scavalcato le istituzioni democratiche quali il consiglio comunale, organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo del comune tra le cui competenze sono: bilancio, piano urbanistico comunale, piano delle opere pubbliche ecc…

Non le sembra che una centrale a biomasse che inquina l’aria mettendo a rischio la salute dei nostri cittadini e che deturpa il luogo più bello del nostro paese sia un’opera pubblica che deve passare obbligatoriamente dal vaglio del consiglio comunale?
Dov’è la democrazia?
Dov’è il rispetto per il proprio paese, per l’ambiente e per il territorio?

Ma noi non accettiamo questo modo di agire e questa sera siamo qui uniti per dire NO a tutto questo.
Quando questo Consiglio s’istaurò, offrimmo la nostra collaborazione per migliorare le condizioni socio-economiche della nostra gente e in cambio chiedemmo TRASPARENZA. Cioè tutte le vicende che avessero interessato Chitignano sarebbero dovute passare per il consiglio comunale.
Ma questa vicenda e’ stata condotta in silenzio fino alla sua conclusione senza che nessuno ne sapesse nulla.

Abbiamo considerato la possibilità di porre una mozione di sfiducia nella persona del Sindaco ma vista la gravità dell’accaduto abbiamo deciso che la nostra risposta dovesse essere appropriata a tale gravità.

Vista la superficialità con cui il sindaco ha gestito e sta gestendo tale situazione, noi consiglieri di minoranza

CHIEDIAMO UN REFERENDUM

Al fine di recuperare questo strappo e questa ferita che l’Amministrazione comunale ha voluto imporre ai cittadini del nostro paese.

Esiste un’unica strada per poterlo fare ed è quella dell’istituto referendario.

La partecipazione dei cittadini è fondamentale per la vita democratica di un comune.

Sia una normativa nazionale sia una legge in corso di approvazione in Regione Toscana hanno lo scopo di mettere al centro proprio la partecipazione dei cittadini alle scelte più importanti, come le opere di evidente impatto. La Regione metterà a disposizione delle risorse per processi partecipativi priva delle fasi burocratiche e dei passaggi autorizzativi.

Occorre maggior rispetto della dignità di ogni singolo cittadino, delle istituzioni democratiche e del proprio territorio perché la politica ritorni ad essere al servizio del cittadino con umiltà e non con l’arroganza che vi ha contraddistinto in questa vicenda.
La gente, il popolo, chiede di essere ascoltato. L’Amministrazione comunale deve garantire la realizzazione di questo diritto.
Se il Sindaco e la sua maggioranza accetteranno questo percorso referendario, noi continueremo dai banchi di quest’opposizione a dare il nostro contributo per un confronto politicamente corretto, propositivo, cos’ come abbiamo fatto da quando ci siamo insediati.

Nel caso in cui il Sindaco e la sua Giunta decida di negare la richiesta dei cittadini, noi consiglieri di minoranza ci dimetteremo poiché sono stati calpestati i nostri diritti ed i nostri sentimenti oltre a quelli di tutti i cittadini, riteniamo che in un’amministrazione come questa sia inutile la presenza di una minoranza essendo il suo ruolo all’interno dell’assemblea praticamente priva di valore.

Inoltre, dopo la lettura di questo documento noi consiglieri di opposizione abbandoneremo l’aula in segno di protesta, invitando altresì i colleghi della maggioranza a fare altrettanto perché l’onta subita non riguarda noi soltanto ma l’interezza del consiglio stesso di cui tutti facciamo parte.

I CONSIGLIERI

Ghelli Emanuele
Cenni Nazzareno
Rosadini Sergio
Boldrini Daniela

Redazione

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