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Caos paline Ataf, informazioni e orari latitanti

Ataf, bus fuori orario? No, senza orario. Nessuna traccia di passaggi orari, percorsi e spesso neanche l’ombra di un numero verde per ottenere informazioni in tempo reale. Le paline di periferia spesso restano “mute”. Sono alcune delle fermate di Novoli, Piagge, Isolotto e Gavinana. Quartieri dove la tecnologia dalle 34 “sorelle intelligenti” accese nella cerchia dei viali dall’azienda di trasporti fiorentina è ancora un miraggio per gli utenti di periferia. Alla faccia di “Ataf 2.0”, l’applicazione per smartphone lanciata il mese scorso dall’azienda che permette di consultare sul telefonino i passaggi autobus aggiornati in tempo reale. Qui lontano dalle mura del centro e dal saliscendi di turisti è la tecnologia 0.0 che manca: la cartellonistica. Cosi la rassicurante voce femminile che fuoriesce della palina D’Azeglio snocciolando in diretta tempi d’attesa e orari di passaggio del 6 oltre che 19, 31 e 32, in via Antonio del Pollaiolo si trasforma in quella angosciosa dei passeggeri in attesa dello stesso autobus in direzione Torre Galli, intenti a fissare la propria immagine riflessa nella bacheca vuota dove un tempo era posizionata la tabella oraria. Il ritorno all’”umano” è dei più tradizionali: “Scusi, quando passa il prossimo 6?” Una domanda senza risposta che nel 2007 l’azienda rischiò di pagare la bellezza di 450mila euro. A tanto ammontava la minaccia di salasso della Provincia che contestò ad Ataf 90 irregolarità per lo stato di degrado delle paline di servizio, il 44% delle quali prive di orari e itinerari. Un cartellino giallo che dopo 5 anni ha ridotto il “mutismo” delle fermate senza riuscire però scongiurarlo definitivamente. Per dimostrarlo basta un rapido check up delle paline meno luccicanti e in vista, quelle da cui ogni giorno transita un terzo dell’utenza Ataf. Come la fermata Villa degli Agli a un passo dal Palagiustizia di Novoli per cui passano 5 e 22 in direzione Quartiere 4. Qui la mancanza fa ambo: nessuna traccia di orari e percorsi di entrambe le linee. La dice lunga la rassegnazione dipinta sulle facce di avvocati e amministrativi che dal foro di Novoli tornano verso casa. Forse proprio perché consapevoli del Regolamento di attuazione dell’ articolo 23 della legge regionale 42/98 che al comma 1 impone l’esposizione presso ogni fermata di “passaggi orari, indicatori di percorso delle principali fermate e il numero del servizio informazioni del soggetto esercente” oltre ad alcuni “mai visti” come “l’indicazione di interconnessioni con gli altri servizi di trasporto urbano ed extraurbano e l’indicazione relativa all’ubicazione dei punti vendita dei titoli di viaggio o dei distributori automatici e relativa distanza dalla fermata”. Diritti garantiti che mancano in altre importanti paline “fuorilegge” come Canova 3 direzione Indiano dove tutto quello che è dato sapere all’utente del 5 è il riposo nei giorni festivi. Stesso copione attraversata la strada, il 5 in direzione centro “arriva quando arriva”, forse dopo 30 minuti, forse subito: la palina depredata di orari e itinerari tace. Il fil rouge che lega gli orari fantasma prosegue attraversando il ponte all’Indiano. E’ ancora la volta del 5 che alla fermata Indiano a fianco dell’autovelox, mostra solo le istruzioni per richiedere servizio Nottetempo. Che rimane l’unica costante in bacheca alla fermata del 17 alle Cascine, Pistoiese 3 e alla successiva San Biagio a Petriolo. Di percorsi e informazioni orarie di 35 e 56 nessun indizio. Il tour prosegue alle fermate Kyoto e Kassel dove del 23 che conduce al Nuovo Pignone non sappiamo niente, escluso il percorso, stavolta ben esposto. Otto passeggeri alla fermata Ataf e nessuna indicazione sono gli ingredienti per un dibattito che scocca all’istante. “E’ un problema piccolo – spiega un utente in attesa del 35 – che se non risolto rischia di trasformarsi in paradosso. Ora che gli autobus spaccano il minuto e spesso sono in anticipo chi non ha tempo di usare il computer rimane fregato. Che senso ha arrivare puntali se nessuno lo può apprezzare?”. Tra i “fregati” soprattutto gli utenti occasionali. “Quelli come me – spiega una signora – che prendono l’autobus tre volte al mese e non sanno l’orario a memoria”. Oppure “quelli” della fermata Kyoto dove il bus passa ogni venti minuti. “Arrivare un secondo in ritardo – conclude – significa giocarsi mezz’ora in più alla fermata, in fondo cosa costa stampare un foglietto e controllare che nessuno lo rubi?”

Redazione

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